Bianco dell’Arco Secco Vivace 2009 – Balbiano

Nel post in cui raccontavo della visita all’azienda Balbiano di Andezeno avevo anticipato che avrei parlato di alcuni vini che mi avevano colpito. Tutto quello che scriverò in questi post è già stato detto a Luca Balbiano di persona: magari ho detto delle castronerie, ma lui ha avuto la gentilezza di non infierire (però in certi casi mi ha corretto ed in altri ha confermato le mie impressioni).
Perchè parto da questo bianco? Perchè innanzitutto è un bianco prodotto da un’uva a bacca rossa (Freisa), un “esperimento” che potrebbe interessare l’amico Jacopo, sempre alla ricerca di questi vini così particolari. Il Bianco dell’Arco 2009 (l’arco è quello di Chieri) è uno charmat breve che mi ha colpito non tanto all’assaggio, semplice di per sè, quanto al naso. Colore paglierino scarico, al naso parte “lento”, sottotono quasi, con un profilo erbaceo e floreale di biancospino molto delicato. In bocca entra rotondo, con un lieve pizzicorio, discretamente acido e sapido (anche se a mio parere qualche zucchero c’è ancora), morbido il giusto e una leggerissima tannicità. Non particolarmente lungo in bocca. Insomma, un vino abbastanza semplice e beverino, un vino estivo insomma. Un vino che invece colpisce dopo circa un’ora, rimanendo lì nel bicchiere e “scaldandosi”. E vengono fuori dei sentori che mai mi sarei aspettato: il timo, le erbe officinali, una leggera balsamicità. E quel sentore che senti in montagna, la resina di pino. Tutti netti, chiari e distinti. Ogni volta che tiravo su il bicchiere era una scoperta, una nuova ricerca, una nuova emozione, un nuovo sentore. Non sò quanto legato al vitigno, al metodo di vinificazione o ai lieviti utilizzati. Però profumi davvero molto molto belli. Poi certo, la beva non è così avvolgente. Ma come esperimento è a mio parere molto molto interessante (per 5,20 euro in cantina l’esperimento si può fare)….

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