Colli del Limbara IGT Terra e Mare 2009 – Sini Gioacchino

Sardegna, di nuovo. Questa è una bottiglia giunta pochi giorni fa a casa mia, dono di mio padre. L’amore per il mondo del vino ha origine, in parte, proprio da lui. In passato, pur non facendo mai alcun tipo di corso, si divertiva a cercare bottiglie interessanti oppure a sfogliare le prime guide alla ricerca dei “3bicchierati“. Ricordo che comprò persino una piccola enciclopedia del vino, che usai a profusione in passato, prima di affrontare il percorso che mi ha portato fino a qui. Non avevamo mai l’abitudine di bere vino a pranzo e raramente mi permetteva di assaggiare. Poi con il tempo il suo interesse è scemato, tornando verso quello che è il suo primo grande amore, ossia la musica (anche questo ampiamente ereditato dal figlio). Però quando gli dissi del corso da sommelier e da degustatore sembrò contento. Ed ora, seppure le occasioni per vedersi siano sempre più rade, si lascia guidare da me nella scelta dei vini (piccole soddisfazioni da figlio).
Quindi qualche tempo fa tornò dalla Sardegna e mi disse: “ti ho portato un vino che a me è piaciuto molto, dimmi cosa ne pensi“. Colli del Limbara IGT Terre e Mare, Sini Gioacchino in quel di Berchidda, splendido centro nel nord dell’isola, dove si trova il Museo del Vino.
Uvaggio non dichiarato, in controetichetta nessuna indicazione della vinificazione… degustazione alla cieca, nel vero senso della parola.
Il colore è rosso rubino acceso, vivo e vivace, con unghia leggermente più scarica: dimostra ancora gioventù, e una buona dose di materia. Al naso è inizialmente segnato da sentori di frutti rossi (more e lampone) ed un vago ricordo floreale. Poi con il passare dei minuti tende a divenire più austero, spostandosi su note “aromatiche” di erbe officinali (timo e l’immancabile sentore di macchia mediterranea e di mirto) e qualche spezia dolce (vaniglia, tabacco) che mi lascia pensare ad un passaggio in legno.
Pensiero che viene confermato dall’assaggio, dove la nota legnosa è il primo sentore che colpisce il palato: il vino si presenta rotondo, senza particolari asperità o particolarità. Acidità media, buona sapidità e tannini molto lisci e morbidi. Vino un po’ ruffiano, mi viene da pensare subito. Discretamente persistente, con un buon ritorno delle spezie, dei sentori di macchia mediterranea e del frutto. Insomma buona corrispondenza naso bocca, anche se in bocca l’ho trovato leggermente seduto nel suo essere perfettino.
Però questo è gusto assolutamente personale, insomma. Il vino di per sè è piacevole anche se trovo che la beva sia leggermente appesantita dal sentore legnoso che tende a ripetersi con frequenza un po’ fastidiosa.
Insomma buono, ma….. con poca personalità…. (ma anche questo, alla fine, è solo una questione soggettiva)

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