Echanson 2005 – Giulio Moriondo

Giulio Moriondo è valdostano. Ed un valdostano orgoglioso della sua terra e dei suoi vigneti. Dei suoi autoctoni, tanto da dedicarci più di un libro. Uno, tanto per capirci, che è riuscito a dare vita a tanti vini dimenticati e messi in secondo piano. Il Cornalin, in primis, ma altri vitigni, sia bianchi sia rossi. E poi è uno che sperimenta, provo, osa. E con la sua etichetta Vini Rari i risultati non sono mai banali.
Come questo Echanson 2005, 50% Chardonnay e 50% Pinot Gris. Lui lo ha definito un gioco. Ma accidenti, che bel gioco. Un vino che personalmente mi ha dato una grande emozione, l’ennesima dimostrazione di come la viticoltura valdostana possa dare risultati eccellenti. Bellissimo colore dorato con riflessi ambrati, Giulio mi ha detto che qualcuno avrebbe definito questo vino “puzzone”. Io non capisco: io ho sentito il fieno, il miele di castagno, la frutta surmatura, magari sì, una leggerissima nota ossidata (la mela che resta lì qualche giorno), erbe di montagna, la genziana, il timo, forse addirittura il genepy. Balsamico per certi versi, con sfumature di timo e rosmarino. E la mineralità. Io ho trovato la montagna in quei profumi. Quella montagna che amo, non importa che sia piemontese o valdostana. Però una complessità olfattiva tale che, non mi vergogno a dirlo, mi ha fatto ripetere l’assaggio per ben 3 volte sebbene Giulio avesse con sé solo 2 bottiglie. E in bocca c’era acidità da vendere, struttura, un leggero ricordo tannico, eccellente sapidità. Completo, sotto ogni punto di vista e dotato di ancora tanta vita e capacità evolutiva impressionante.
Ecco, un’emozione vera, se posso….

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