TSTP Chiaror sul masso

Timorasso Tasting Panel. Uno spumante ottenuto con metodo charmat da uve Timorasso. E vedendo le recensioni raccolte qua e là per il web mi trovo in un certo imbarazzo. Però voglio essere onesto, caro Paolo Carlo. Perchè bevendo il tuo Timorasso Spumante ho avuto l’idea di trovarmi di fronte ad un prodotto con grandi potenzialità ancora inespresse e alcuni aspetti goffi e poco equilibrati. Insomma, se posso esprimermi sinceramente, un vino in divenire, ancora giovane e su cui, a mio gusto e parere, devi lavorare ancora un po’. E oltre alla bottiglia che mi hai inviato sono riuscito a rintracciarne un’altra per verificare le impressioni del primo assaggio o, nel caso, modificarle. E anche con il secondo assaggio le mie impressioni non hanno subito particolari variazioni.
Il colore è paglierino scarico, con addirittura ancora una velatura verdolina. Il perlage, per essere uno charmat, è fine, elegante, abbastanza ricco, con numerose fontanelle. Al naso è un po’ chiuso e i profumi fanno fatica ad emergere: note leggere di biancospino, un ricordo di mela e di pera tendenzialmente dolci e un leggerissimo sentore di lievito. In bocca entra con una discreta acidità e una buona sapidità che però svaniscono rapidamente perchè coperti da zuccheri non risolti che appesantiscono la bevuta. Una volta passata la botta zuccherina, chiude con una nota leggermente amara, quasi erbacea. Scomposto, mi verrebbe da dire. Riottoso come il Timorasso, che sappiamo benissimo è faticoso da domare. Ma con una potenza espressiva che altri vitigni non hanno e che in questo momento, nello spumante, non si riesce a ritrovare completamente.
Da riassaggiare nuovamente in futuro. E, come già detto da altre parti, perchè non osare con un metodo classico?

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