Barbera per sempre… impressioni e pensieri sparsi

Venerdì 17. Non ci avevo fatto caso, non sono particolarmente scaramantico. Però la giornata inizia con una grande nevicata mattutina. E qualche dubbio sul fatto che la serata si potesse svolgere, onestamente, è venuta. Poi il tempo è stato clemente e nel pomeriggio ha smesso, è addirittura spuntato un pallido sole.
Per la prima volta sono stato dall’altra parte della barricata, aiutando i ragazzi de El Fornel nel servizio in sala per quanto riguarda la mescita del vino. Insomma, ho dovuto mettermi in gioco in qualità di sommelier (oh, il pezzo di carta l’ho pure preso, ma mai applicato, se non in circostanze assolutamente limitate). Devo dire che l’esperienza mi è piaciuta, mi sono divertito, non ho combinato disastri e mi sono stranamente sentito “a mio agio” in questa veste insolita, raccontando i vini, parlando con le persone. Insomma, non lo nascondo, mi sono un po’ stupito di me stesso… per una volta tanto stupito positivamente 🙂
Al di là di questo piccolo/grande dettaglio parliamo della serata. 3 barbera provenienti da 3 terroir differenti, 3 interpretazioni diverse del vitigno, annate differenti. Insomma, una bella panoramica sulle potenzialità della barbera. E le persone presenti hanno risposto alla grande, con commenti, confronti, combinando gli abbinamenti, scambiando i vini e cercando di capire quale a proprio gusto avrebbe potuto essere un abbinamento “piacevole”.

In breve alcune impressioni che ho avuto dei vini:
Barbera d’Alba doc 2009 – Podere Ruggeri Corsini: vino che ho dovuto presentare io poichè il produttore non era presente. Barbera giovane, molto giocata sul frutto, sulla beva facile. Ecco, la barbera di tutti i giorni, non particolarmente acida, immediata, piacevole. Buono l’abbinamento con lo street food proposto.

Barbera d’Asti Superiore “Nizza” 2007 – Neuvcent – Cascina Garitina: nonostante si siano aperte le bottiglie circa 3 ore prima, è risultata essere la barbera dotata di maggiore complessità e struttura. La più celebrale, se mi si passa il termine: se la prima barbera era immediata, questa andava aspettata, degustata e ascoltata. A fine serata, infatti, era quella che donava maggiore soddisfazione e grande beva. Al naso marcava all’inizio un po’ il legno, per poi passare a sentori fruttati e di spezie. In bocca grande potenza, buona acidità e struttura notevole.

Barbera d’Asti Superiore 2008 – Az. Agr. Franco Roero: vino pronto, fin da subito. Un po’ piacione, un po’ ruffiano. All’inizio è quello che ha riscosso maggior successo. Ma pagava nel medio-lungo periodo in termini di durata e profondità. Molto marcato dal legno fin dal primo assaggio, si perde alla fine, risultando un po’ monocorde e molle.

In termini di abbinamento, come detto ai ragazzi del ristorante, con il senno del poi avrei scambiato il secondo ed il terzo vino: il Nizza si sarebbe sposato molto meglio con la carne.

Io, come mio solito, sono andata diretto e sono stato magari un po’ cattivo. Però ad avercene 3 barbera così, sempre, in degustazione. Ripeto: 3 vini differenti, ognuno con pregi e difetti. Ma la qualità era decisamente elevata rispetto alla media delle degustazioni. Ottimo il lavoro dei ragazzi de El Fornel e alla fine della serata, tra chiacchere e musica, si sono aperte altre bottiglie, di cui parlerò prossimamente e conoscendo appassionati con cui si dialogare semplicemente e senza troppi problemi
In definitiva, una gran bella serata 🙂
Da ripetere……

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