Cote de Beaune Aoc 2006 – Domaine Faiveley

Se la Borgogna resta la terra promessa per eccellenza (almeno per me) e non la puoi visitare (almeno non in tempi brevi) ti accontenti di portarla in qualche modo al tuo tavolo. E cerchi soprattutto di non imbatterti in bottiglie che ti fanno aprire un mutuo ogni qual volta speri di avvicinarti a quei luoghi e a quei vini (e a questo proposito potrei e dovrei chiedere qualche dritta a chi la Borgogna la conosce veramente bene).
A parte le battute… trovare dei Pinot Noir di Borgogna con un buon rapporto qualità/prezzo non è così difficile, soprattutto negli ultimi tempi: ovvio, non si deve pensare di affrontare Grand Cru o Premiere Cru… magari ci si deve “accontentare” di semplici Aoc di “ricaduta”… ma il gioco, spesso e volentieri, ne vale la candela.
E questo caso, il Cote de Beaune Aoc 2006 di Domaine Faiveley è sicuramente un buon assaggio: Pinot Nero al 100% con un affinamento di 14/16 mesi in legno e 6 mesi di bottiglia prima della messa in commercio.
Bel colore, rubino abbastanza scarico e dotato di buone “trasparenze” e buona brillantezza, ruota velocemente nel bicchiere. Al naso vengono subito fuori i sentori fruttati, soprattutto ciliegie sotto spirito e successivamente frutti di bosco. Un leggero eccesso di alcool domina i primi sentori. Ma poi evapora, svanisce, lasciando posto alla speziatura piccante del pepe e successivamente a sentori più dolci e leggeri. Evolve, evolve, si modifica, si amplia e si dilata. L’innalzamento della temperatura e l’ossigenazione nel bicchiere rendono i sentori sempre più netti e puliti. Paga in giovinezza: il 2006 è sicuramente da aspettare ancora, da vedere tra qualche anno. Ma le premesse sono davvero buone.
La giovinezza la si sente immediatamente in bocca: durezza marcate, tannini e acidità in evidenza. Il tannino è decisamente ruvido, almeno all’inizio. Poi la bocca si abitua e il cibo favorisce la bevuta che altrimenti potrebbe apparire leggermente scomposta e scorbutica. Però anche qui, con il passare dei minuti, il profilo si ingentilisce, lo si riesce a dominare e alla fine regala grande persistenza e piacevolezza… insomma, bevuta interessante, tanto per togliersi lo sfizio di un Pinot Noir di Borgogna…
Bhé, visto che siamo sotto le feste e volete farmi un regalo pensate pure alla Borgogna ed al Pinot Noir… mi farete sicuramente contento 🙂

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