Nebbiolo d’Alba Doc Marne Brune 2007 – Fontanafredda

Questo vino rappresenta benissimo la frattura che esiste tra il contenuto oggettivo di un vino (ammesso che sia lecito parlarne) ed il contesto soggettivo in cui viene bevuto.
Ammazza, che incipit pseudo-filosofico e/o psicologico….
Torniamo con i piedi per terra e proviamo a spiegarlo in altri termini. Tra le mani potresti avere la migliore bottiglia del mondo (oggettivamente parlando) ma la compagnia non è degna di attenzione o non aggrada (condizione soggettiva). O al contrario ti trovi di fronte ad un vino che in altre circostanze definiresti deludente (per usare termini gentili e neutri) ma la compagnia con cui viene degustato ti fa dimenticare del tutto questo aspetto.
Bene, in questo caso, la situazione è la seconda… vino che perplime ma non importa, perchè gli altri fattori fanno passare in secondo piano questo aspetto.
Certo, mi si potrebbe obiettare che se ne parlo allora la condizione “soggettiva” non ha vinto rispetto a quella “oggettiva”. No, non è così, oramai è una quasi deformazione quella di memorizzare e poi appuntare i propri assaggi. Piaccia o non piaccia è così. Nonostante l’aspetto “soggettivo” fosse molto decisamente preponderante (per fortuna)…
Nebbiolo, accidenti, il vitigno che ogni piemontese ha praticamente nel proprio patrimonio genetico. Nebbiolo d’Alba Marne Brune 2007 di Fontanafredda. Colore ancora rubino intenso, carico, qualche leggero riflesso granato… ma solo qualche. Al naso fa fatica ad aprirsi, vi mette davvero tanto ad esprimere qualcosa. Poi si lascia andare su note fruttate di ciliegia e frutti di bosco ma dopo pochi minuti viene fuori prepotentemente il legno, la speziatura. Non è molto elegante e pulito all’aspetto ofattivo. Ed in bocca conferma una certa scompostezza e una scarsa eleganza: sapido, molto acido, tannino un po’ molle, alcool che viene fuori alla lunga. Diciamo che dopo un bel po’ dall’apertura della bottiglia si poteva trovare qualche piacevolezza. Ma solo qualche, soprattutto legata ad una buona corrispondenza naso-bocca e una “durata” discretamente lunga.
Però, torno a ripetere, anche di fronte ad un vino che ti perplime (e che comunque mi riprometto di assaggiare nuovamente quanto prima) la compagnia con cui si degusta è sempre molto importante. E per fortuna, dico io, altrimenti saremmo solo macchine tarate per sentire gusti e profumi. Per fortuna, torno a ripetere, siamo anche altro.
E un bicchiere di vino smette di essere solo un “semplice” bicchiere di vino, trasformandosi in uno “strumento” per vivere e creare emozioni.

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