Clos de los Siete 2006 – Mendoza

Sempre durante la serata di “#sottolequatore” ci siamo trovati nel bicchiere questo blend argentino (Malbec 45%, Merlot 35%, Cabernet 10%, Syrah 10%) del 2006. Forse, in termini di piacevolezza, uno dei campioni della serata. Ma visto che è venuto fuori il vino “Pamela Anderson“, in questo caso non mi viene nessun paragone “cinematografico” od ironico per spiegare questo assaggio. Avete presente quando vi trovate nel bicchiere il vino “perfettino“? Nessun difetto, nessuna storpiatura, nessun troppo, nessun poco. Un’orchestra o meglio, un motore perfettamente registrato in tutte le sue parti. Ma, nonostante quest’apparente perfezione, nessuna emozione. Nulla che ti faccia dire “accidenti, un vino da ricordare nei secoli dei secoli“.
Rosso rubino abbastanza inteso e carico, al naso è segnato da frutta cotta (ma non troppo), una bella speziatura sia legata ai vitigni sia legata al passaggio in legno e un leggero ricordo floreale che con il passare dei minuti assumeva contorni quasi balsamici. In bocca è acido, il giusto, caldo, il giusto, morbido, il giusto. Insomma, rotondo, senza pecche e senza colpi di testa. Mei miei appunti ho scritto “vino ok, ma non emoziona. Un vino da enologo“. E appena finito di scrivere queste parole il padrone di casa ha svelato l’arcano: l’enologo che sta dietro questo vino si chiama Michel Rolland. Ecco che si è trovata la quadratura del cerchio. E poi si dice che la mano dell’enologo non conta….

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