Altra ospitata: sempre sul filone della condivisione e dei contatti che nascono in rete, questa volta l’ospite è @Robji_M (al secolo Roberto M.). Questo contatto è nato da una segnalazione (un errore mio, diciamo le cose come stanno) nel post in cui scrivevo del Aged Tawny Port 10 year old – Fonseca. Roberto, con intelligenza, competenza e tatto mi ha fatto notare la svista (infatti corretta subito da parte mia). Da lì si è iniziato a “chiaccherare” e ho notato una grande passione e competenza. E quindi gli ho proposto di scrivere qualcosa da condividere qui sul blog. L’altro giorno mi è arrivata un’email: Roberto ci parla di un Irpinia Fiano Passito Doc della Tenuta Cavalier Pepe. E quindi lascio la parola a lui.
Ah, dimenticavo… da pochi giorni Roberto ha aperto un nuovo blog: diCotteediCrude… buon divertimento a lui e ogni tanto andate a fargli una visitina
Ho degustato il Fiano Passito “Chicco d’oro” di Tenuta Cavalier Pepe su indicazione del maitre del Ristorante “Osteria il Riccio” di Sesto San Giovanni per tener compagnia ad una mousse di pere, mascarpone e riduzione di Aglianico.
Il Fiano Passito si presenta con un bouquet interessante, molto fresco ed aperto ha delle note di frutta secca, miele e spezie. In bocca si presenta dolce, morbido, fresco e avvolgente con note di frutta gialla sciroppata e con un finale di mandorla tostata che diventa preminente se accompagnato al dolce che invece è dolce e “grasso”.
Questo Fiano passito è una scoperta davvero interessante. Un passito che si distacca moltissimo da quei passiti che fanno il verso ai Sauternes e che dimostra un carattere deciso.
Altra chicca del Sud, a quanto si evince dalle parole di Roberto… da provare.
Grazie Roberto per la condivisione

Grazie per avermi ospitato. Anche perché il mio sito vuole andare in questa direzione. Invito te ed i tuoi lettori a mandare recensioni di prodotti (vini esclusi
), ristoranti, enoteche, negozi di ogni parte d’Italia.
Roberto
Un bravo a Roberto!
E una piccola considerazione personale: un vitigno così spiccatamente minerale può dare molto – se prodotto con uve appassite – in termini di bilanciamento degli zuccheri e, quindi, di bevibilità. Almeno per chi pensa, come il sottoscritto, che la grandeur di certi vini dolci stia proprio nel corredo di sapidità e freschezza che fa da contraltare alla dolcezza.