Martinborough Pinot Noir 2005 – Palliser Estate

Questo è sicuramente il mio campione per quanto riguarda la serata “#sottolequatore“. Pinot Noir 2005 della Palliser Estate, Nuova Zelanda. Un vino che nulla ha a che vedere con i vari “Pamela Anderson” o i perfettini che si siamo trovati nel bicchiere. Nonostante le 5 annate sul groppone è un vino giovane, senza ombra di dubbio, con alcuni aspetti irrisolti e da migliorare. Però che splendore, in particolar modo al naso. Ecco, dal punto di vista olfattivo non si sente tanto la “giovinezza”, aspetto che emerge principalmente dall’assaggio.
Il colore è molto “Pinot noir“, con questo rubino scarico, con sfumature granato, limpido e poco concentrato. Al naso è un tripudio di sentori cangianti e davvero di primissimo ordine: parte con la classica frutta cotta, un leggero ricordo di prugne, e poi vira immediatamente su toni più balsamici e speziati, dove il pepe, lo zenzero e la noce moscata la fanno da padrone. Ad un tratto viene fuori un tratto sanguigno, carnoso, quasi ematico, quasi ferroso, molto da Gattinara (ecco qui che torna il paragone con ciò che si conosce). Insomma un naso cangiante e meraviglioso. In bocca ecco che viene fuori tutta la giovinezza di questo vino: tannini ancora un po’ ruvidi, buona acidità e sapidità e una chiusura apparentemente dolciastra, che chiude il cerchio con quella sensazione un po’ ematica riscontrata al naso. Insomma, un vino da lasciare lì, da averne una serie di bottiglie e assaggiarlo anno dopo anno, per vedere l’evoluzione che può prendere….
Grande, grandissimo Pinot Noir che a mio parere se la potrebbe giocare alla pari con i cugini d’oltralpe….

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