Rheinhessen Sylvaner Troken 2007 – Bruder Dr. Becker

Penso di non aver mai assaggiato il Silvaner (o Sylvaner per utilizzare la dizione teutonica). E devo dire che nella sua apparente semplicità e “franchezza” è stata un bevuta molto piacevole e convincente. Anche perchè non è stato uno di quei “vinelli” banali o beverini tipici dell’estate… vino che onestamente mi ha colpito per la struttura, non certamente scarna ma neppure così “importante” da renderla un vinone, magari complesso e difficile. Proprio questa via di mezzo mi ha incuriosito e ha fatto sì che la bevuta fosse molto interessante.
Alcune brevi note tecniche: il Sylvaner è un vitigno tipico del Europa Centrale (Alsazia, Germania, Austria), sembra di origine austriaca. Ha trovato diffusione anche in Italia, in particolar modo in Alto Adige. Vitigno che si adatta alle basse temperature, fino a metà degli anni ’70 era tra i più diffusi in Germania; successivamente si è preferito il Muller Thurgau, ma il Sylvaner è rimasto un vitigno molto diffuso. Questa azienda, la Bruder Dr. Becker, si trova nell’Assia Renana (Rheinhessen), una delle più importanti zone vitivinicole teutoniche, a sud rispetto alla città di Mainz.
Nel bicchiere mi sono ritrovato un Silvaner Troken 2007 (troken, se ben ricordo, vuol dire secco anche se una parte zuccherina minima permane ancora… le classificazioni dei vini tedeschi è stato uno dei tanti incubi nella preparazione dell’esame da sommelier)… un vino dal colore giallo paglierino con bei riflessi dorati, discretamente consistente. Inzialmente chiuso al naso, evidenzia con il passare dei minuti sentori erbacei e floreali (acacia e ricordo di zagara), leggeri accenni di frutta (tropicale e mela). Non è un naso complesso, però è piacevole e abbastanza netto in tutti i suoi sentori. A bicchiere vuoto viene fuori una nota leggermente tostata particolare e piacevole, non riscontrata in precedenza. Un lieve residuo zuccherino ammorbidisce una bevuta che inizia in maniera decisa con una buona freschezza e sapidità. E questo aspetto rende l’assaggio sorprendentemente morbido e avvolgente e fodera la bocca in maniera piacevolissima, dando quella sensazione tattile che potrebbe ricordare quelle pesche dalla buccia non liscia ma leggermente “vellutata”. Dotato di discreta persistenza e, come dicevo prima, di una struttura buona e per nulla pesante, chiude con una nota erbacea e un ricordo di agrumato, che si ricollega alla zagara percepita al naso.
Insomma, un assaggio interessante e piacevole, che ancora una volta, conferma la validità delle produzioni teutoniche, area che mi riprometto di studiare in maniera più approfondita…

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