Barbera del Monferrato Doc 2009 – Oreste Buzio

Che Oreste Buzio sia presente a #grignolino1, oramai è chiaro. L’altra sera ho riassaggiato il Grignolino 2009 e l’ho trovato in forma smagliante… e di la c’è il 2010 appena imbottigliato che aspetta solo di essere degustato (e non è detto che non ce lo si ritrovi in batteria di degustazione il 12 marzo….)
Però questa volta ho chiesto ad Andrea di assaggiare qualcosa di diverso e lui è arrivato con questa Barbera del Monferrato 2009, bio, con una bella dicitura sull’etichetta “senza solfiti“… duri e puri, gente che ha iniziato il discorso del bio in tempi non sospetti e che non si può dire segua le mode. Anzi, per certi versi, le anticipa.
Avvertenza: va aperto con un po’ di anticipo, il meglio, soprattutto a livello olfattivo lo regala a distanza di un paio d’ore dall’apertura. All’inizio sembra quasi soffrire di un minimo di riduzione, di quelle puzzette tipiche dei vini bio che fanno tanto fighi ma che alla fine non convincono. In questo caso no, per fortuna… la sensazione di riduzione svanisce con il passare dei minuti regalando, al contrario, una barbera di razza, leggermente rustica sotto certi aspetti, ma sicuramente dotata di piacevolezza e grande beva.
Colore bello concentrato e denso, profondo, impenetrabile… scorre abbastanza lento nel bicchiere, dando l’impressione di tanta materia presente nel vino… al naso, al di là di puzzette iniziali, è godibilissima dal punto di vista fruttato, con le more, i lamponi, un ricordo floreale di violetta e quel sentore ancora vivo di mosto, di vinoso… un vino che mai diresti avere quasi 2 anni, sembrerebbe essere molto più giovane. E in bocca viene fuori l’anima della barbera: acidità, sapidità e carnosità. E’ un vino da mangiare e da accompagnare al mangiare: la materia che già si poteva “immaginare” alla vista, si ritrova pienamente in bocca, riempe e regala soddisfazione. Ecco qui che emerge quel filo di rusticità a cui facevo cenno in precedenza… una barbera da tenere lì sul tavolo e accompagnare a chiacchere, risate e pane e salame… una barbera da condividere, da vivere e bere con allegria e spensieratezza. Una barbera che regala il senso della convivialità.
Per chi non lo avesse ancora capito Oreste Buzio è stata una vera e propria scoperta, e devo solo dire grazie a Maurizio Gily che mi ha segnalato e consigliato questa realtà. E sono sempre più convinto che ne vedremo delle belle a #grignolino1

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