La superficie vitata, nel corso dei secoli, è andata via via diminuendo in termini assoluti. Questo è un dato di fatto… dati assoluti, nonostante le numerose ricerche su internet, non ne ho trovati (a parte il solito interessante sito I numeri del vino). Però penso già solo al piccolo centro in cui risiedo, circondato da numerose colline in cui, fino a 40-50 anni fa, la produzione di vino era all’ordine del giorno. Esistono tutt’oggi antichi vigneti oramai abbandonati: e in alcuni casi, negli anni passati, si è provveduto ad estirpare la vite a favore di alberi da frutta o altre colture. Dalle mie parti c’era soprattutto Erbaluce tra i vitigni a bacca bianca e Barbera e Neretto tra quelli a bacca rossa. Alcuni, tutt’ora, producono minime quantità di vino ad uso personale, ma non ho mai avuto la possibilità di assaggiarlo. Ci sono anche tentativi di recupero di antiche varietà oramai quasi scomparse, tipo lo Chatus, che grazie all’Università degli Studi di Torino, la provincia e un’azienda di San Giorgio sta conducendo degli interessanti studi ed esperimenti. E non solo in Canavese, sia chiaro: ovunque c’è il tentativo di far rivivere gli originali autoctoni, spesso soppiantati o da altre varietà (magari più produttive) o addirittura eliminate.
La cosa interesssante è che anche nelle città la vite era coltivata: nell’antichità persino la Caput Mundi aveva al suo interno vigneti e non di rado mi è capitato ti trovare qua e là, in luoghi del tutto inaspettati delle piccole viti. Ovviamente la dimensione cittadina non poteva favorire l’agricoltura e quindi la vite, nella città, è andata via via diminuendo fino a scomparire (rettifico questa informazione su Roma integrando nel post il commento di Fabio Cagnetti: [....]Tra il Seicento e l’Ottocento il Gianicolo e Villa Pamphili, ma non solo, erano ricoperti di vigne, e probabilmente ti sorprenderà sapere che c’è un vino tuttora prodotto nel cuore della città eterna, da una vigna che, purtroppo, rischia di scomparire). Tracce più o meno significative si conservano comunque in Italia a Siena, a Brescia con il Vigneto della Pusterla e a Napoli, con la Vigna di San Martino. Ma onestamente non so dire se sono effettivamente produttivi o meno.
In Europa esistono solo due città in cui si produce ancora il vino: Parigi e Vienna. Se nel caso di Parigi, con il vino di Montmartre (Gamay Beaujolais, Pinot Noir, Seibel, Couderc, Seyve, Villard blancs et noirs, Riesling, Muscat, Perle de Csaba) si può parlare di “eccezionalità”, con circa 700/800 bottiglie prodotte all’anno e messe in vendità per beneficenza all’inizio di ottobre durante la Fête des Vendanges di Montmartre , nel caso di Vienna, invece la produzione è ben più cospicua ed importante e la presenza di 700 ha di superficie vitata e ben 230 produttori. Il vino più celebre è il Gemischter Satz, prodotto con 20 differenti tipi di uve coltivate in vigneti affiancati e poi pressate contemporaneamente.
E se vi dicessi che anche Torino sta per entrare nel novero delle città dove si produrrà il vino, non come Vienna, ma sicuramente ben più di Parigi? Bene, allora seguite nei prossimi giorni questo blog e se siete su twitter fate attenzione all’hashtag #vdr….
Torino è una città magica, sotto tanti punti di vista….
Update 10/02/2011: questo post è stato menzionato da Franco Ziliani (che ringrazio per l’attenzione) nel WineWebNews del sito Ais del 9 febbraio. Un iniziale refuso parlava del fatto che questo post si riferisse alla mia amata Aosta e non a Torino. E questo “errore provvidenziale” mi fa venire in mente questa grave dimenticanza. Anche Aosta è una città in cui si produce vino… e non poco… il primo esempio che mi viene in mente è Institut Agricole Regional… ottimo produttore…

Ecco, questo è un post che mi sarebbe piaciuto scrivere, il tema è bellissimo!
I vigneti urbani mi affascinano, e uno dei giri parigini che ricordo con affetto è stato alla scoperta di filari ancora presenti in città… oltre al famoso Clos Monmartre, per esempio, quello del parco di Belleville (la foto -> http://www.vinix.it/myPhoto_detailPhoto.php?ID=17223).
Sarebbe interessante raccogliere informazioni sulle vigne urbane italiane e europee. Parliamone. E quanto a Torino… in effetti è una città piena di sorprese… #vdr eh?
Carissimo, l’articolo è interessante, ma non è solo nell’antichità che Roma è stata vitata. Tra il Seicento e l’Ottocento il Gianicolo e Villa Pamphili, ma non solo, erano ricoperti di vigne, e probabilmente ti sorprenderà sapere che c’è un vino tuttora prodotto nel cuore della città eterna, da una vigna che, purtroppo, rischia di scomparire. Per saperne di più: http://percorsidivino.blogspot.com/2010/12/roma-appello-delle-citta-del-vino.html
Grazie per le info e l’approfondimento. Appena riesco integro il post con le tue info
Guarda, il tuo appello è stato subito accolto da Fabio Cagnetti che approfondisce il discorso su Roma… #vdr
un post pieno di poesia
In europa dimentichi di sicuro Stoccarda. Un noto vigneto è presente nel centro città su una collinetta proprio davanti alla stazione centrale (l’intercity hotel offre una vista privilegiata) . E’ da qualche anno che non ci passo ma credo proprio che sia ancora lì
. Inoltre esistono ancora le “Besenwirtschaft”, ovvero le case dei produttori che offrono vino e piatti popolari sulla falsa riga delle “heurigen” di Vienna. Da provare.
A disposizione per qualcunque attività di comunicazione
Sui “numeri della vite” (superfici etc – con rif al tuo primo capoverso) il riferimento migliore è l’OIV. Alcuni link a due nostri articoli citano i dati e le fonti: http://agronotizie.imagelinenetwork.com/attualita/il-vigneto-mondiale-si-riduce-dell-12-09574.cfm e il piu’ recente http://agronotizie.imagelinenetwork.com/attualita/oiv-congiuntura-vitivinicola-mondiale-al-ribasso-10321.cfm
mi piace questo post!…mi immagino già una “caccia al tesoro” che si potrebbe intitolare…alla ricerca della vigna urbana perduta!
Ciao.
Stoccarda mi mancava proprio… grazie per l’info
Grazie per il tuo supporto. A giorni leggerai interessanti novità…. #vdr
Vedi, dovevo contattarti prima
) grazie mille
Eh, Stefania, parti avvantaggiata… per collocazione e conoscenze della nostra splendida Torino… #vdr… mi sà che tu devi stare fuori dalla caccia al tesoro, vinceresti subito
Bravo, bravo, bravo!
Ottima scelta dell’argomento e ottima stesura!
E sulla Stampa di oggi la presentazione delle prime bottiglie di Freisa del vigneto reimpiantato nei pressi della Villa della Regina, sulla collina torinese…
Buona giornata!
Dimenticavo…qui i dettagli
http://www.balbianoblog.it/?p=292
Sono stato invitato da Luca Balbiano… infatti nei prossimi giorni uscirò con un post sull’argomento del vino di Villa della Regina, il Vino Rosso – Vigna della Regina 2009 #vdr…
Ciao Farbrizio,è un pezzo che non ci si sente,se mi dici come fare per leggere le tue news,volentieri lo farò,in merito alle vigne di città,vi è una bella realtà anche a bolzano,condotta dall’azienda muri gries,possiedono un vigneto di discrete dimensioni praticamente dietro la loro chiesa, in piena città,l’abazia è da visitare loro sono ottimi ospiti,e producono un lagrain,un ghewurtztraminer,un pinot grigio,e un pinot nero,e un moscato rosa a dir poco grandi
Caro Adriano, non c’è un modo per leggere le mie news se non aprire quotidianamente o occasionalmente questo indirizzo internet. E comunque, nel frattempo, il mio indirizzo email o il mio numero di cellulare non sono cambiati. Quindi se proprio ci tenessi sai come raggiungermi. Polemico? Sì. Ma oramai penso che tu mi conosca.
In quanto al tuo contributo ti ringrazio. La realtà di Muri Gries la conosco abbastanza bene: circa un paio di mesi fa parlai del loro Blauburgunder Riserva 2005. Eccellente.
Alla prossima
Saluto Luca Balbiano che ho conosciuto a Eatalia 2009. Gran bei vini i suoi!
Caro Faber, anche a Berlino c’è ancora una piccolissima produzione di vino. (http://weinkontrolle.de/vignobles.htm) Certo è risaputa che Berlino non è una zona da vino e credo che il prodotto sarà veramente aspro ma nonostante ciò qualcosa è rimasto. Tra l’altro a Berlin Mitte c’è un parco chiamato “Volkspark am Weinberg” che ricorda la vigna che una volta era situata lì. Penso che cercando si trova in tante città ancora di questi resti …
Saluti Lydia