Cara Susanna,
so bene che questo post potrebbe scatenare polemiche del tipo “potevi evitare di scrivere“, “potevi parlare direttamente con il produttore“… ma io ho una visione del web che va oltre la posizione del “tutti amici tutti fratelli” o, peggio, una versione marchettara dei post che vado a scrivere. Cerco di essere onesto e sincero. E fino ad ora tale visione ha portato i suoi frutti ed apprezzamenti. Questo incipit per dire che la tua bottiglia da me assaggiata mi ha lasciato perplesso (per usare un eufemismo).
Venerdì sera, al tavolo, si sono ritrovate 3 generazioni di Gallino: mio padre, io e mio figlio. Che sabato 5 febbraio ha compiuto 8 anni. E quindi, con la scusa che il tuo vino fosse del 2003 ho deciso di portarla in un ristorante “amico”, consapevole del fatto che non avrebbero fatto storie. Mio figlio era tutto gasato dal fatto che assaggiavamo un vino del suo anno ed io, non te lo nascondo, avevo certe aspettative, avendo assaggiato già i tuoi vini in passato (Vinsanto di Montepulciano Doc 2001, Vino Nobile di Montepulciano Docg Riserva 2004 e Toscano Rosso IGT Il Segreto di Giorgio 2007).
Purtroppo, cose che capitano, ho avuto tra le mani una bottiglia farlocca… sfigata, sballata… chiamala come vuoi tu. Memore del Vinsanto di Montepulciano Doc 2001 ho chiesto al sommelier in sala di aprire la tua bottiglia con abbinandola a dei formaggi decisamente stagionati. Il sommelier apre e mi porge il cavatappi domandandomi “è normale?“… no, accidenti, penso io, non è normale… lo faccio ugualmente versare nel bicchiere e mi trovo di fronte ad un vino con un colore spento, poco vivo… ambrato, scarico e cupo, nulla di quello che mi sarei aspettato… al naso note ossidate evidentissime… deve aver patito.. decido di lasciargli tempo di respirare… il colore cambia, si riprende un poco, ma non quanto mi sarei aspettato. Le note ossidate rimangono, vengono fuori quelle fruttate, ma non in maniera tale da far apprezzare il vino nella sua totalità. Acidità e sapidità sono vive e ben presenti: ma c’è sempre qualcosa di stonato e fuori dal coro. Non è un vino come avrei voluto e desiderato.
Sia chiaro, lo sottolineo prima che qualcuno mi crocifigga: è questa bottiglia ad essere così. Magari ha patito il trasporto, qualche sbalzo termico, chissà cosa ha visto… Mio figlio l’ha annusato e l’ha assaggiato: al naso non gli è piaciuto per nulla, un bocca, tutto sommato, aveva una sua piacevolezza e ha dato due piccoli sorsi, assaggiando i formaggi più stagionati. Ma non è rimasto particolarmente colpito.
Mi spiace, davvero tanto, perchè mi sarebbe piaciuto scrivere una degustazione differente e perchè avrei voluto festeggiare in maniera differente il compleanno di Nicolò. Però sono cose che capitano. E questa bottiglia è il classico esempio di come, con un po’ di sfiga, ti possa capitare tra le mani una bottiglia “sfortunata”….
Spero di cuore che questa sincerità non urti la tua sensibilità o ti infastidisca… però è andata così… capita, ogni tanto, un po’ di sfortuna anche quando apri una bottiglia….
Vin Santo di Montepulciano Doc 2003 – Az. Agricola Crociani
– 6 febbraio 2011Posted in: Toscana, Vino Italia

Ciao Fabrizio …capita ….raramente ma puo’ capitare spiace che era il compleanno di tuo figlio….
e successo poco tempo fa anche a me e Max di aprire una botti di Rosso di Montalcino 2004 Pacenti da buttare
fortunatamente ne avevamo ancora 2
e la sett successiva abbiamo aperto un’altra bott ed era come ci si aspettava….
l’deale sarebbe riuscire ad avere un’altra bott di Vin Santo Crociani
2003 che sara sicuramente all’altezza delle tue aspettative….
Ritengo inoltre che per un bimbo di 8 il Vin Santo come prima bevuta non sia l’ideale….credo non gli sarebbe piaciuto anche in condizioni ottime…..
ho assaggiato anch’io Il Vin Santo da bimba ma ricordo che mi piaceva quello che imbottigliava il nonno un Chianti
si vede che era destino il mio con la Toscana…
Avrai modo di recuperare proponigli un rewind del compleanno
Caro Fabrizio
una bottiglia sfortunata capita : spiace, ancor più se attesa per un evento (a proposito, auguri al cucciolo!) ma capita , per i più svariati motivi che tu hai già elencato.
Possiedo la stessa bottiglia è sarà un piacere condividerla con te/voi : giusto per trasformare un sfiga in una opportunità
Una cosa che ti va riconosciuta e la franchezza con cui esprimi i tuoi giudizi: con il massimo rispetto per il lavoro del produttore e la consapevolezza che si tratta di impressioni soggetive.
Fai bene a raccontarci anche le esperienze meno felici, servono a tutti, produttori e lettori. Questo è scrivere di un mondo, quello del vino, che appassiona proprio per la sua imprevedibilità.
Caro Fabrizio,

non ci capisco niente di vino, mi limito al mi piace non mi piace.
Capisco un po’ di più di aspettative e delusioni e in questo post traspare la tua delusione perché avevi aspettative grandi in un vino che hai amato in altre occasioni (e infatti l’hai scelto per tuo figlio) e volevi far provare un’esperienza unica a tuo figlio nel giorno del suo compleanno.
Come hai precisato era quella bottiglia ad essere rovinata e so per certo, anche se non la conosco di persona, che Susanna capirà le tue parole, perché più sono state tristi più danno valore a quello che pensi di bello di quel vino quando è integro.
Quello stesso vino che ti ha fatto passare una bellisima serata tra amici poco tempo fa, mi sono letta apposta il vecchio post ed è denso di sentimenti di amicizia.
Sai, io sono strana e prenderei questa disavventura come pretesto per fare un compleanno bis con tuo figlio, lasciando tutto al caso o magari aprendo il giorno prima una bottiglia. Fai tu.
Come fai fai bene.
Mi unisco ai complimenti per la franchezza, qualità che ti contraddistingue e che ho già avuto modo di apprezzare in altre occasioni, anche “dal vivo”.
Può capitare, certo; peccato per l’occasione. Ma è un’ottima scusa per riprovarla, no!?
Il mio ricordo, avendo assaggiato lo stesso millesimo a Terre di Vite, è quello di un vino di grandi espressività e naturalezza.
Leggendo il tuo post invece a me è capitato di pensare: “ma perché non gli ha cambiato la bottiglia?”; ma la mia è deformazione professionale. Quando mia moglie ed io gestivamo un ristorante, le bottiglie non a posto tornavano dal produttore ma al cliente la si cambiava subito.