Barbera d’Asti Doc 2009 – Luigi Spertino

Mauro, amico mio, parlare dei tuoi vini, non so perchè, risveglia in me ricordi poetici e letterali. Forse perchè tu, a modo tuo sei un personaggio di un altro tempo calato ai giorni d’oggi ma capace di essere coerente e poeticamente deciso fino alla fine. Non sò perchè ma quando penso a te, il pensiero vola al Garrone del libro Cuore, magari subito scontroso, ma dotato di un grande cuore. Aspetto che ho sempre riscontrato nei tuoi eccellenti vini.
Questa bevuta è stata fatta il 17 marzo, giorno della festa dei 150 anni dell’Unità, in un testa-coda voluto PiemonteSicilia (con il Faro 2008 di Bonavita).
Se devo essere onesto, come lo siamo sempre stati reciprocamente, dopo il Cortese e il Pinot Noir, questa Barbera ha un altro passo, appare essere un vino leggermente più basico e meno complesso. Forse, mi viene da pensare, il tuo vino più semplice, in cui tendi meno a cercare particolarità ed estrazioni. Ma in cui resti comunque fedele al terreno e al vitigno, a Madre Natura e a te stesso.
L’occhio è premiato da un colore rubino carico e fitto, con addirittura ricordi ancora purpurei. Al naso è semplice ed immediato, giocato sul note floreali di rosa e fruttate di frutti di bosco. In bocca, a differenza appunto deglia altri tuoi vini, parte deciso, seppure non sia mai eccessivamente radicale o diretto: ottima acidità e buona sapidità. Insomma, un vino “franco”, una barbera sincera e semplice dove in ogni caso la tua mano si sente, perchè non ha un andamento lineare… come tutti i tuoi vini ha un andamento sinusoidale, di alti e bassi.. o meglio, di pieni e di vuoti, di momenti in cui naso e bocca sono pervasi dai sentori che poi lentamente si allontanano per poi puntualmente tornare leggermente più ricchi ed evoluti dopo qualche minuto. Ciò non toglie piacevolezza alla beva, ma al contrario incoraggia proprio un altro assaggio per comprenderlo al meglio, senza tuttavia mai riuscire a coglierne la sua semplice essenza. Una bella bevuta, come al solito. Chapeau, Mauro

Tags:

About enofaber