Brunello di Montalcino Docg Schiena d’Asino 2001 – Mastrojanni

Un amico mi ha consigliato di scrivere un post ironico e scherzoso su questa contrapposizione che esiste ovunque tra filo-piemontesi e filo-toscani. Sull’inconciliabilità di vedute, supremazie, prerogative tra le due regioni italiane che, per diversi motivi sono capofila, nella tradizione enoica italiana. E penso che dopo questa bevuta, mi cimenterò e seguirò il consiglio ricevuto. Perchè, in quanto piemontese e filo-piemontese, quando mi approccio ai vini toscani ho sempre un inconveniente: parto prevenuto. Non me ne vogliano toscani e filo-toscani, è qualcosa di congenito, di quei meccanismi che puoi ovviare solo con la degustazione alla cieca.
Questo Brunello Schiena d’Asino 2001 della Mastrojanni è la classica bevuta “perfetta” e fredda. Ossia, se il Torgiano 1992 mi ha fatto scappare la lacrimuccia, nonostante sentori magari anche difficili da affrontare e particolarità degustative, questo vino è INECCEPIBILE, sotto tutti i punti di vista, visivo, olfattivo, degustativo. Ma scarno dal punto di vista emozionale. Freddo, algido. Buono, per carità, potessi bere ogni sera una bottiglia del genere farei la firma. Lo sottoscrivo. Ma se devo cercare qualcosa che mi faccia volare, emozionare, tremare i polsi, allora no, lasciamolo lì in cantina.
Colore rubino con leggeri riflessi granato, scivola nel bicchiere più veloce di quanto mi sarei aspettato. Più concentrazione materica, forse, pensavo. Invece va via abbastanza veloce. Al naso gioca molto su note fruttate, di frutta sotto spirito e cassis e speziate, dolci, vaniglia, cannella. Non troppi sentori, ma tutti molto precisi e definiti. Immediati, facili. Scontati forse, ma lo dico in maniera neutra, senza voler dare alcun valore al termine scontato.
In bocca è perfetto: tannino giusto, acidità giusta, sapidità e morbidezze giuste. Tutto giusto. Fin troppo, forse. Ma ripeto, ad avercene bottiglie così. Però ripeto per la seconda volta, l’emozione non abita qui.
Io conosco poco la tipologia, lo so benissimo, e so che ci sono Brunelli d’autore che valgono emozioni ben più grandi. In questo caso predomina la buona beva ma il sentimento, la passione non sono di casa.
E la vita, senza passione, cosa è?

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