Faro Doc 2008 – Bonavita

Di questo vino e di questo produttore abbiamo parlato già in passato (vedi qui) ma torno ben volentieri, perchè bevuta interessate, coinvolgente e per certi versi struggente. E poi bottiglia assaggiata il 17 marzo, feste celebrativa dei 150 anni dell’Unità in cui ho fatto volutamente un testa-coda Piemonte (con la Barbera di Spertino) e Sicilia.
Rispetto alla bevuta precedente trovo alcune differenze: il colore sembra essere meno carico, seppur sempre dotato di buona materia. Al naso continua ad essere affasciante, con un aumento della complessità (che già all’epoca era notevole): il primo sentore è quello della terra bagnata, una nota di salsedine molto marcata, di sottobosco, di note aromatiche e balsamiche e ricordi li liquirizia e prugna. Non so perchè, durante il percorrere i vari profumi mi è venuta la definizione struggente: un vino che riporta agli emigranti che sentendo questi profumi ricordano la loro terra e, appunto, si lasciano prendere da ricordi ed emozioni infantili. Non mi si chieda da dove è partita questa riflessione: però questa è stata la mia impressione. E questo è indice del fatto che è un vino che marca molto il territorio, è fedele alla sua terra.
In bocca è cambiato molto rispetto al precedente assaggio: se in passato parlavo di sentori quasi estremi (acciuga, di cappero, di sapidità estrema), questa volta trovo che questi siano scomparsi quasi del tutto: resta il profilo sapido e acido deciso, ma ora è molto più elegante, raffinato, pur essendo dotato di una splendida potenza, con tannini decisi ma rotondi. Dotato di eccellente beva, in bocca lascia il ricordo di salsedine e di erbe aromatiche, come il timo e la maggiorana. Ma il tutto, torno a ripetere, elegante e raffinato. L’evoluzione in bottiglia, probabilmente, lo ha leggermente ingentilito, senza per questo penalizzarlo, anzi al contrario, rendendolo ancora più profondo ed avvolgente. Un’altra bottiglia, perfavore… 🙂

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