#grignolino1… le mie considerazioni finali

Domenica 13 marzo. Ore 12.45, rientro a casa dopo le fatiche di #grignolino1. Tempo di far partire una lavatrice e mi accascio sul letto. E come non succedeva da tantissimo tempo, mi addormento di pomeriggio fino alle 17.30.
Già, perché #grignolino1 è stato un condensato di emozioni e fatiche mica da ridere. Non per niente ne scrivo a distanza di 5 giorni, proprio perchè ho dovuto lasciar sedimentare il tutto e riposare.
Ma, a costo di apparire egocentrico e sborone, sono veramente soddisfatto ed orgoglioso di me stesso per il risultato ottenuto. Anche sorpreso positivamente da me stesso.
In ogni momento, il prima, il durante ed il dopo.
Il prima è stato uno sforzo di coordinamento, far incontrare, parlare, conoscere i produttori, portarli a remare tutti nella stessa direzione. E’ stato un grande lavoro nel coordinare la mole sorprendente di richieste che giungevano da ogni dove per una degustazione riguardante un vitigno così poco conosciuto e scarsamente considerato. E’ stato il pensare ogni cosa nel minimo dettaglio e l’essere stato in grado di creare una squadra che ha lavorato in sinergia e con grandissima operatività, accettando le mie decisioni e producendo utili e fondamentali idee per la realizzazione del tutto. Persone che mi hanno aiutato fino alle 10.49 di sabato mattina, standomi vicino, coadiuvandomi e comprendendo come la mia tensione stesse salendo e riuscendo a tenere sott’occhio situazioni che io non potevo gestire, visto che non possiedo il dono dell’ubiquità.
Il durante è iniziato alle 10.50: e qui devo dire grazie al boato che c’è stato da parte di 67 persone dopo le poche parole di benvenuto. Un boato che mi ha dato una scossa di adrenalina e di coraggio che mi ha permesso di portare avanti la degustazione in maniera sorprendentemente sicura e senza grossi crolli di attenzione. Sì è vero, un paio di volte ho dovuto alzare un po’ la voce per riportare l’ordine e ho dovuto togliere la parola ad alcune delle persone intervenute. Ma tutto è andato avanti senza troppi intoppi, dove hanno potuto parlare i produttori, gli enologi e i semplici appassionati. Dove tecnica ed emozioni si sono mischiate in maniera semplice e naturale. Questa è stata la dimostrazione, e non voglio far polemica alcuna visto che l’argomento nei giorni antecedenti #grignolino1 aveva sollevato alcuni commenti che mi avevano infastidito, che si possono fare degustazioni serie e ben riuscite anche con grandi numeri di persone. Alle 12.45, dopo essere stato nominato Cavaliere del Grignolino, con sorpresa ed emozione, si è concluso il tutto. Il grignolino non sarà mai un barolo o un brunello, sia chiaro: ma almeno, per queste 67 persone e spero per chi ci segue in rete, si è smarcato dall’aria di “sfigato” e ha ripreso il suo giusto posto. Si può bere dell’ottimo grignolino provando emozione e soddisfazione.
Il dopo è iniziato alle 13, con il pranzo che qualcuno, tra il serio ed il faceto, ha definito “da matrimonio“: ma anche qui, grazie alla bravura dei proprietari del ristorante, tutto è filato liscio alla meraviglia. Unico difetto che mi rimprovero è stato l’alto numero di vini presenti che forse non sono stati adeguatamente apprezzati. Ma non me ne cruccio, chi vorrà approfondire, potrà andare nelle singole aziende a sperimentare. E’ stato un pranzo festaiolo, con clima rilassato dove le risate predominavano. Io ho continuato, come una macchinetta, a mescere il vino, a proporre e “raccontare” le bottiglie che man mano portavo in tavola. E poi poco alla volta sono quasi tutti ripartiti verso le rispettive destinazioni. Penso e spero di aver salutato tutti: e se ho dimenticato qualcuno non me ne voglia, continuavo ad andare avanti come una macchinetta.
Non metto link, ma faccio solo i nomi di chi ho già ringraziato di persona e a cui va il merito di aver creduto e realizzato tutto ciò: Nadia, Alessandro, Elena, Giuliano, Vittorio, Maurizio, Roberto e Mirella, Francesco, Andrea e Oreste, Olek, Paolo, Mauro, Giovanni e Elena, Stefano, Daniela..
#grignolino1… e nulla sarà come prima

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