#grignolino1…. visto da Stefania Spada

Tra i cosiddetti “non esperti” (o presunti tali) c’era una persona che per la prima volta ha partecipato ad una degustazione di questo tipo. E visto il suo profilo tendenzialmente nascosto (o se preferite il suo low profile), l’aver ottenuto il permesso di pubblicare le sue impressioni su #grignolino1, giunte in forma privata via email, è per me motivo di grande soddisfazione ed orgoglio. Vuol dire che il carattere anarchico e volutamente aperto ai “neofiti” di #grignolino1 è stato perfetttamente centrato. Sto parlando della torinesissima Stefania Spada, su Twitter conosciuta come @stefisword. Persona che fa finta di essere poco esperta, che non ama apparire più di tanto ma che ha vissuto e raccontato il suo “battesimo” con queste parole:

Sai, ieri ho avuto il “battesimo della degustazione”, di quella, per quanto “anarchica”, o forse proprio per questo, che ha una sua valenza di “ufficialità”. Sedermi insieme a tanti esperti, a tanti sommelliers patentati, ed avere l’opportunità di “scimmiottarli” nei gesti, ma non nelle emozioni, mi ha dato molta gioia e senso del grande rispetto con cui, una persona come te, tratta anche gli inesperti come me.
Ma parliamo di suggestioni (quelle fotografiche le ho già pubblicate, qui e qui).
Porta pazienza per i miei termini grezzi e insufficienti.
Mi è piaciuta tantissimo la presentazione di Gily, peccato che nessuno l’abbia registrata perchè mentre parlava è arrivato il primo giro di vini e, calandomi nella parte :), ho prestato meno attenzione alle sue parole.
Sono rimasta sorpresa di assaporare dei grignolini che raggrupperei in due estesi gruppi contrapposti: quelli più aspro-fruttati e quelli salmastro-speziati. Soprattutto questi ultimi, che non appartengono alla mia memoria palatale, mi hanno stupita e conquistata. “Anarchico” credo sia il termine più confacente a questo splendido vino.
Ho confrontato con le tue schede i miei succinti appunti e ti posso dire che almeno per 7 vini su 10 ho provato ad individuare l’annata e ne ho sbagliato solo uno, proprio uno di quelli che mi è piaciuto di più: il n. 7, Brichetto 2009. Nei miei scarabocchi ho comunque trovato, anche se con parole non tecniche, dei riscontri alle tue schede.
I vini che più mi hanno emozionato, oltre al 7, già citato, il n. 5 appunto di Burzio (ad entrambi 2 stelline) ed una stellina al n. 2 di Cascina Tavijn. Non mi è spiaciuto nemmeno il 9 di Spertino ma non l’ho votato. Invece il 10 dei Fratelli Durando, ho avuto molta difficoltà a definirlo forse stremata dalla fatica di individuare sapori ed odori? L’ho descritto come “strano” e anche se arieggiato ha cambiato un pò sia di profumo che di sapore, ho continuato a trovarlo anomalo, con un lieve sapore salmastro. Forse è quello che m’è piaciuto meno. Più piacevoli Alessandro e la moglie con i quali abbiamo condiviso il pranzo (ottimo!)
.”

Ecco, è proprio questo che vorrei scaturisse da queste degustazioni. E, più in generale, dal mio approccio “diverso” (me lo concedete?) di avvicinarmi al vino: vorrei che le persone che non hanno il coraggio di parlarne, temendo di dire sciocchezze di fronte agli “esperti”, si aprano, condividano le proprie esperienze, comunichino quello che provano. Anche perchè poi, alla fine, sono loro i veri consumatori finali, quelli che i produttori devono sentire ed ascoltare. Noi blogger, in questo caso, possiamo essere un veicolo molto importante in questo senso. Come lo possono essere queste degustazioni “anarchiche”, dove produttori e consumatori si siedono assieme e si parlano. Come mai avevano fatto in precedenza.
Grazie Stefania, grazie per averci raccontato le tue emozioni ed il tuo “battesimo” nella degustazione.

Tags:

About enofaber