Il volo – racconto

(ndr: è solo un racconto)
Avevo cucinato. E un vago sentore di bruciacchiato aveva pervaso la piccola mansarda. Quindi avevo deciso di far cambiare aria. Era una sera di fine inverno, umida e leggermente piovosa. Apriì una finestra. Poi decisi che era ora di sbaraccare il tavolo e per scotolare la tovaglia dalle poche birciole rimaste, aprii l’altra finestra. Feci quello che dovevo. Posai la tovaglia sul tavolo, dopo averla scotolata e senza averla piegata tornai verso la finestra, prendendo il bicchiere colmo di vino. L’aria fresca, se non gelida della notte, sferzava le mie guance. In lontanza, da un lato, le luci verso le montagne, che brillavano particolarmente per la neve scesa recentemente… dall’altra parte le luci della città, lontante ma allo stesso tempo nitide e vivide.
Chiusi gli occhi ed ingurgitai un po’ di vino e un po’ dell’aria. Ripetei l’esperimento: un po’ di vino e un po’ di aria. Di nuovo: aria e vino, vino ed aria.
Il vino finì. Tornai al tavolo e posai il bicchiere e velocemente mi diressi nuovamente verso la finestra: avevo bisogno dell’aria. Non so come, non so perchè, in mano mi capitò un piccolo sassolino. Non so neppure da dove provenisse. E lo gettai giù…

Uno…
due…
tre…
quattro…
cinque….

Sentii il rumore del sassolino sulla grondaia… cinque secondi… per un attimo pensai a cosa sarebbe accaduto se al posto del sassolino ci fossi stato io. No, non mi sarei sfracellato. Mi sarei solo fatto inevitabilmente del male. Ma non in maniera definitiva. Quindi in maniera piena di sofferenza ed inutile.
Pensai a mio figlio. Alla mia vita. E sorrisi. No, non potevo essere io al posto di quel sassolino.
Però presi ugualmente una decisione: prima o poi la sensazione del volare dovevo provarla. Un lancio dal paracadute o un salto con il parapendio. Novello Icaro, anche io dovevo volare.
E così sarà. Appena il tempo lo permetterà andrò a provare questa esperienza. Per mettermi in gioco, per lanciami una sfida. Per vivere questa emozione del volo…..
Novello Icaro….

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