Langhe Doc Nebbiolo Capisme 2009 – Domenico Clerico

Ci sono situazioni in cui vai fuori a pranzo e scegli il vino soprattutto in funzione della/e persona/e con cui ti trovi e del cibo che andari ad affrontare. In questo caso ero con mio padre, colui che, a modo suo, mi ha attaccato questa passione per il vino. Diciamo, senza dare valenze positive o negative, che il suo gusto è legato a certi aspetti un po’ “standardizzati“. Rotondità, morbidezze, piacevolezze. Portarselo in giro ad assaggiare grignolini è stato per lui una sofferenza, me ne rendo conto. E quindi a pranzo, complice anche l’esperienza del sommelier de l’Antico Ricetto, sono andato su una bevuta più classica, tradizionale e, per come la definirei io, piaciona. Il Capisme 2009 di Domenico Clerico.
Non per nulla era un bel nebbiolone rotondo, che non tradiva certo la propria giovinezza con un minimo accenno nello scalpitio delle acidità e del profilo tannico. Ma abbastanza ammansito da risultare facile e piacevole alla beva.
Colore ben poco nebbioleggiante, con un rubino molto carico ed intenso (siamo davvero sicuri sia nebbiolo al 100%??), al naso è già piacevole, con note fruttate e floreali (finalmente la tipica violetta) e un vaghissimo ricordo speziato (seppure sia certo che è un vino che fa solo acciaio). In bocca è già rotondo, abbastanza morbido, seppure acidità e tannini sono ancora vivi, ma non cattivi e duri come mi sarei potuto aspettare da un 2009. Diciamo che è un vino un po’ ingentilito ed addomesticato? Ammansito?
Capisme, sun nen stupid… mi verrebbe da dire…. vino piacione. Ma piacevole.
E la bottiglia, comunque, è scivolata via in un amen. E questo, alla fine, è l’indice più importante di piacevolezza…. buona bevuta, alla fine della fiera…

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