Valle d’Aosta Doc Petite Arvine 2008 – Ottin

Ci sono vini che ti stupiscono anche se sai cosa ti puoi aspettare. Ecco, dal Petite Arvine, un vitigno semi-autoctono della VdA, posso “immaginarmi” certi sentori, profumi, ricordi. Poi, ovvio, c’è la mano e la capacità del produttore, elemento fondamentale e allo stesso tempo imponderabile quando affronti una “prima volta”. Indirettamente, però, per me non era una prima volta perchè su queste pagine ne aveva già parlato Elena Bardelli in questo post.
Eppure una di queste sere, calando il naso e “scalando” questo bicchiere, sono rimasto abbagliato da cotanto splendore e fascino.
Bellissimo il colore paglierino con pagliuzze e riflessi dorati. Limpido, quasi brillante, affascina fin dal colore.
Al naso è un crescendo, un lento Bolero di Ravel che poco alla volta si ingrandisce e cresce. Dalle note erbacee di fieno e erba tagliata, ma non di recente, si sposta verso sentori di ginestra e di frutta esotica, leggermente candita… il dattero, l’ananas, e poi frutti più vicini a noi… la mela, sopra ogni cosa. Una nota tostata, di nocciola, un ricordo salmastro e un “non-so-ché” di smaltato completano questo naso cangiante e, come detto poco fa, in continuo crescendo.
In bocca è potenza ed emozione…riempe, accoglie ed avvolge… emoziona… sapidità spettacolare, la montagna sembra quasi franarti addosso… profondo, lungo, interminabile…. quasi tannico per certi versi, ma allo stesso tempo dotato di una buona morbidezza che quasi culla il palato, contrastando l’acidità e la sapidità…. cosa altro aggiungere, se non che è una di quelle bevute che ti fa sgranare gli occhi e ti fa capire le potenzialità sia del vitigno sia del vignaiolo???
Davvero emozione.
Emozione nel bicchiere… e mi permetto di aggiungere che è un vino giovane… se qualcuno possiede annate antecedenti me lo faccia sapere… vorrei capire fino a dove può arrivare questo vino… grande, grande bevuta. E per l’ennesima volta, a costo di sembrare banale, viva la Valle d’Aosta….

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