Vino da tavola F2 – Favaro

Nel disciplinare canavesano non è ammesso un vino a base Freisa al 100%. L’annata, trattandosi di vino da tavola non potrebbe essere dichiarata, ma lo dco io: è un 2009. Coltivato in quel di Piverone, alla base della Serra Morenica e a due passi dal Lago di Viverone.
Che i vini di Camillo mi piacciano oramai è cosa nota: ma quel che ancor di più mi piace è l’osare che ha questo ragazzo. Il provare, la testardaggine, l’andare oltre. Come il 13 mesi, come il Rosso Meraviglia. Anche questo Freisa è un prodotto di razza: meno facile ed immediato, un briciolino più ostico che va aspettato ed atteso, sia nel momento in cui lo si versa nel bicchiere sia nel corso del tempo. Secondo me, a furia delle frequentazioni in Borgogna, Camillo ha la mano da francese, ossia tende a produrre vini che regalano il meglio nel corso del tempo.
Questo Freisa al momento è ancora un po’ ruvido, soprattutto nell’approccio in bocca: acido, tannico, sapido, poco morbido, tende un po’ ad allappare. Al naso è un gioco di rimbalzi tra le note fruttate di ciliegia, fragola e mirtillo e le spezie dolci quali cannella e nosce moscata. Un ricordo ben più che lieve di fiori completa il tutto. Ed il colore non può che essere concentrato e fitto, scende lento lento nel bicchiere.
Un’altra prova interessante, seppur più complessa rispetto ad altri vini di Camillo. Ma che dimostra come la mano del produttore conti. Insomma, Camillo, un bel vino, magari su cui fare qualche piccolo aggiustamento.
Ma alla fine, chi sono io per darti un consiglio del genere?
In ogni caso, una bevuta da affrontare senza alcuna remora od esitazione….

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