Buona Pasqua

Disclaimer: pensieri personali. Capita anche a me, ogni tanto, di far pogare i neuroni.
Tra tutte le festività religiose, quella della Pasqua cristiana è sempre un momento di profonda riflessione. La circolarietà della vita, il nascere, vivere e morire, viene in qualche modo sovvertito dalla figura del Cristo attraverso la risurrezione.
Personalmente non credo che la vita vada vissuta in attesa di un premio futuro. Il mio bieco razionalismo mi porta a dubitare del detto di Tertulliano credo quia absurdum“… però posso dire che accetto, quasi senza condizioni il pensiero di Pascal, che parla della credenza come un “fattore di cuore” e non di testa. Ma ciò non toglie che la risurrezione, come premio futuro dell’esistenza, non ha molta presa su di me.
Ha però molta più presa quando rifletto sulla vita spicciola di tutti i giorni: ogni santo giorno nasciamo, cambiamo, “muoriamo“… siamo in continua evoluzione, e personalmente spero che le piccole/grandi morti, che ognuno di noi deve affrontare, mi rendano una persona migliore. O almeno mi facciano capire qualcosa di più dell’esistenza.
Altro aspetto che trovo affascinante è che nel racconto delle Sacre Scritture, almeno in questo punto si assiste alla totale umanizzazione della figura del Cristo: per la prima e unica volta sente la paura, ha paura, vorrebbe cedere alla tentazione di allontare da sé “l’amaro calice” e tornare indietro. Poi prende il sopravvento la figura messianica e salvatrice. Ma il fatto che anche Cristo provi paura dovrebbe farci capire che la paura fa parte della nostra esistenza: bisogna solo avere il coraggio di accettarla come parte integrante della vita. Non esistono problemi: esistono solo soluzioni. Magari dolorose, difficili. Ma esistono.
La vita è un continuo nascere e morire… solo che nessuno ci ha detto quando accadrà la morte “fisica”, quella definitiva. Per il resto non ci resta che vivere. Credendoci.

Buona Pasqua.

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