Carema Doc 2006 – Cantina dei Produttori di Nebbiolo di Carema

Continuiamo con il discorso della condivisione. Questa volta torna a scrivere @Robji_M che avevo già ospitato in precedenza (qui e qui i suoi post). Ma questa volta l’ospitata è ancora più piacevole perchè Roberto ci racconterà di uno dei miei vini del cuore, il Carema. Annata 2006, quindi un giovin virgulto… ma lascio la parola a lui e al vino…

Mettiamo subito le cose in chiaro, io il Carema proprio non lo conoscevo. Me lo ha fatto conoscere (almeno a livello di nome) Maurizio Gily tramite un suo articolo, dove si parlava del Carema come un vino da adottare perché “in via di estinzione”. Allora decisi di dare, nel mio piccolo, una mano e con Patrizia abbiamo scritto anche noi un post per far conoscere questo vino.
Caso vuole che una coppia di amici ha letto il post e, grazie ad una gita in Valle d’Aosta, hanno deciso di passare da Carema a vedere i vigneti e a comprare il vino. Tutto questo poco prima che Patrizia ed io andassimo a passare il fine settimana da loro (qui trovate il racconto). Fu così che la cena del sabato sera ha visto come protagonista nei nostri calici proprio una bottiglia di Carema 2006 della Cantina Produttori di Nebbiolo di Carema.
Adesso conosco il Carema non solo di nome ma anche di persona e ne sono molto felice.
Vino dal colore rosso rubino non particolarmente carico con un’unghia quasi trasparente. Ha dei profumi prevalenti di ciliegia sotto spirito e balsamico e delle note di violetta, tabacco dolce (a me ricorda quei tabacchi olandesi da pipa molto cioccolatosi che fumava mio padre) e pepe bianco. Al palato si presenta fresco e con una buona acidità, un gusto di bacca rossa con prevalenza del ribes. I tannini sono ben presenti e persistenti ma non particolarmente aggressivi.
Il Carema è un vino che emoziona, un vino di terroir, complesso, interessante e vero. È un vino da provare perché è un’interpretazione diversa del Nebbiolo, che racconta un altro territorio e storie di altre genti contadine che testardamente vogliono che continui ad esistere. Comprare una bottiglia di questo vino è voler credere che esiste un modo “altro” di interpretare il territorio lontano dalle logiche del cemento e dell’umiliazione della nostra terra.”

Cosa aggiungere? Nulla, se non ringraziare Roberto per aver voluto raccontare e valorizzare questo grande vino e questo terroir che emoziona già solo al vedersi. Passate a vedere, andate a Carema e capirete perchè questo è uno dei miei vini dal cuore.

Tags:

About enofaber