Erbaluce di Caluso Doc San Giorgio – Cieck

Disclaimer: bottiglia regalatami chissà quanto tempo fa da mio padre e dimenticata in cantina (prezzo non pervenuto)
Anche questo assaggio rientra nella categoria “piccoli miracoli” o, se preferite, elogio della vecchiaia (non uso elogio dell’inve***iamento perchè poi Scanzi mi cita in tribunale 🙂 ). Già, perchè un metodo classico sboccato (degorgement) nel 2003, nell’ambito della doc dell’Erbaluce ha almeno 36 mesi di vita sui lieviti. Quindi stiamo parlando di un vino nato nel 2000 (anche se non era dichiarato da nessuna parte, è una mia deduzione; su Enoiche Illusioni, avevo invece raccontato di un millesimato 2003 sboccato nel 2006). Parlo di piccolo miracolo perchè lo stesso produttore consiglia di consumare il vino entro 5/6 anni dalla sboccatura. Qui sono passati ben 11 anni: ed era perfettamente integro. Maturo, certo, con alcuni aspetti che ti fanno capire che forse non può durare ancora tanto. Ma al momento è davvero notevole: dorato, perlage finissimo ed elegante con numerose fontanelle, sorprende al naso per un attacco erbaceo molto fresco, che poi con l’ossigenazione passa a ricordi più legati al fieno. Ma i sentori floreali esistono ancora, l’agrumato, tratto abbastanza tipico dell’Erbaluce rimane impresso, seppure più legato a ricordi di frutta candita. E poi i classici lieviti, la crosta di pane. In bocca percepisci l’incedere del tempo con una nota che potrebbe ricordare (ma non lo è) il “marsalato”: ma anche in questo caso dopo pochi minuti nel bicchiere svanisce. E resta una bella acidità e una bella struttura. Ottima beva, elegante, abbastanza austera ma molto piacevole.
E questa è la dimostrazione di come un vino, invecchiando, possa regalare delle belle sorprese.
Un po’ come le persone che invecchiando (o crescendo) migliorano….

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