Latte artificiale o latte della mucca?

Articolo programmato il 4 aprile a seguito della Pausa di Riflessione. La programmazione durerà fino al 13 aprile compreso.

Solitamente, quando sono solo a casa, la televisione resta spenta. Oramai il mio canale preferenziale per mantenermi aggiornato ed informato sui fatti del mondo è Internet, a mio parere più affidabile (e pluralista) rispetto alla televisione. Accendo l’infernale aggeggio solo quando c’è qui da me mio figlio che desidera vedere qualche cartone animato.
E una di queste sere mi sono imbattutto in una pubblicità che mi ha fatto rabbrividire: la casa produttrice di latte artificiale XYZ ha messo in commercio un latte che continene una quantità di ferro 24 volte superiore a quello contenuto nel latte naturale delle mucca. E sembrerebbe chiudere il proprio spot con l’inquietante messaggio che il latte artificiale XYZ sarebbe meglio del latte delle mucche.
Dico, scherziamo? Da millenni, migliaia d’anni, l’essere umano è cresciuto ed evoluto grazie al latte materno e, in mancanza di questo, al latte degli animali da allevamente (mucche, capre, pecore, tanto per fare alcuni esempi). Migliaia d’anni da buttare? Quindi Madre Natura o una qualcunque delle divintà in cui può credere l’essere umano si è preso gioco di noi per tutto questo tempo?
O il messaggio che si vuole far passare è distorto? 23 volte una quantità presente in un prodotto naturale, non è forse doping? O se non vogliamo usare un termine così pesante, non è forse quantomeno fuorviante?
Io sono fermamente convinto che se la natura ha certe regole e certi “valori” (etici, chimici e matematici) c’è un perché intrinseco. E se l’essere umano da scimmia è diventato homo sapiens sapiens è anche grazie a questi valori. O la mia è una visione estrema ed idealistica? Sono della vecchia scuola, ossia di quella che pensa che i vaccini servono fino ad un certo punto: mio figlio, ringraziando il cielo, è un ragazzino di 8 anni forte e sano. E se c’è da portarlo a fare allenamento di calcio alla sera, all’aperto, con la pioggerellina o con temperature artiche, lo si manda: una volta si diceva “si tempra”. Ed è così che dovrebbe essere: e se il corpo si raffredda, reagisce, mettendo in atto tutta una serie di difese naturali. Se continuiamo ad inserire esogenamente (si dice? boh: in ogni caso: dall’esterno) antibiotici o similari, il corpo si intorpidisce e si impigrisce, attendendo sempre ogni volta un supporto dall’esterno e senza reagire come invece dovrebbe fare naturalmente. Una volta, brutalmente, si chiamava evoluzione della specie e selezione naturale. Una volta gli spartani utilizzavano una rupe per fare tutto ciò. Ma quello era il caso estremo e un po’ fille. Ora per fortuna non siamo così drastici: però non possiamo neppure addormentare il nostro corpo in maniera così evidente.
Cosa ce ne facciamo di 24 volte la quantità presente in natura? E’ una forzatura, o doping, chiamatelo come volete. E nulla di artificiale potrà sostituire quello che la natura crea.
Quindi attenzione a diffondere certi messaggi che potrebbero sembrare distorti…

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