Octagon Virgina Historic Red 2006 – Barboursville Vineyards

Disclaimer: Tasting Panel. Bottiglia inviata dal produttore.
Nuovo tasting panel indetto da Zonin. Tasting Panel che vede protagonisti l’Octagon 2006 di Barboursville Vineyards (Virginia) e il Chianti Classico 2007 di Castello d’Albola (vino di cui parlo qui).
Ho voluto aprire per primo l’Octagon perchè sono incuriosito da tutti i vini del Nuovo Mondo, siano essi nordamericani, sudamericani, oceanici. Ci sono tendenze produttive e concezioni differenti nella preparazione dei vini e nel soddisfacimento dei gusti. Quando parlammo dei vini sudafricani mi venne fuori la descrizione di un vino “Pamela Anderson“, elemento che avevo riscontrato in molte delle poche bevute riguardanti i vini extraeuropei.
Questo Octagon è un blend di Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot (quest’ultimo non citato nella controetichetta ma presente nella scheda fornita dal produttore). Prodotto interessante, senza ombra di dubbio, che necessita di tanto tempo per poter essere apprezzato. La bottiglia in questione è stata aperta una mattina prima di uscire da casa per recarsi al lavoro e gli appunti di degustazione sono stati presi in due “sessioni” differenti, la prima la sera stessa dell’apertura (quindi erano passate circa 14 ore) e la seconda la sera successiva (quindi a 36/38 ore dall’apertura).
Vino complesso, non giriamoci attorno: bellissmo colore fitto, rubino carico, impenetrabile, anche se non particolrmente luminoso, lascia presagire grande sostanza e materia (a testimonianza della grande concetrazione materica c’è il fondo, tanto fondo, che si ritroverà nella bottiglia e nell’ultimo bicchiere versato). E così è al naso: impatto ricco, ricchissimo, dominato dalle note di cioccolato e liquirizia; a seguire note quasi selvatiche, un po’ animali e di sottobosco. Il frutto rosso, leggermente surmaturo, viene fuori con più decisione nella seconda serata, dove il corredo si spezie si è ampliato, dando spazio al pepe, alla vaniglia (del legno): è un continuo rimbalzo tra sentori dolci e piccanti. Piacevolissimo, affascinante.
La beva è meno facile ed affascinante: è un vino che non può essere degustato, ma deve essere bevuto con adeguato supporto di cibo. Altrimenti risulta un po’ appesantito, non facile, e il sentore di legno la fa da padrone, coprendo la discreta acidità ed i tannini un po’ smorzati. Ecco, mi sarei aspettato tannini un po’ più vivaci.
Nell’insieme, se accompagnato da carne o piatti complessi, regge bene. Ma il fascino che si percepiva al naso viene un po’ meno. Nell’insieme vino interessante, da riassaggiare in futuro.

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