Valcalepio Rosso Doc Colle della Luna 2006 – Monzio Compagnoni

Articolo programmato il 4 aprile a seguito della Pausa di Riflessione. La programmazione durerà fino al 13 aprile compreso.

Ammetto che quando mi hanno regalato queste bottiglie sono andato in crisi… Valcalepio?!?! Dove c***o si trova? Poi ho preso le mie bibbie enolgiche di riferimento e mi è tornato in mente: Bergamo, Lombardia…. come già dicevo a proposito di un altro vino, anche in questo caso ho dovuto fare un primo ed un secondo tempo di degustazione. Anche perchè se mi fossi fermato al primo tempo, la partita era da sospendere dopo pochi minuti e annullare (ossia, detto in altri termini, la tentazione di lavandinare il vino è stata molto forte, visto un sentore di ridotto enorme).
Ma io sono un testone e ho deciso di aspettare ugualmente: e questa volta il tempo mio ha dato ragione. Il Valcalepio Rosso Doc Colle della Luna 2006 di Monzio Compagnoni è un blend di Merlot (40%) e Cabernet Sauvignon (60%). Il colore appare un po’ stanco: rubino intenso, non particolarmente brillante o vivo. Già questo mi ha fatto dubitare all’inizio… e poi appena aperta la bottiglia presentava un sentore di ridotto e di muffa da far paura. Però quel sentore di muffa non del tappo, ma più legato a funghi, sottobosco, qualcosa che mi ha dato l’idea che il vino andasse aspettato. In bocca assolutamente scarico, nessun sentore a parte questo ridotto che tornava ma un lieve ricordo di frutta rossa dava il segnale che non tutto fosse perduto.
L’ho ritappato e lasciato lì.
E il giorno successivo si è compiuto un piccolo miracolo: il colore rimaneva un po’ spento, ma al naso predominavano le note fruttate di mirtillo e frutti di bosco, una lieve tostatura, probabilmente legata al passaggio in legno, e una sentore di terra… il sottobosco della sera prima che ritorna, ma in forma più gentile e piacevole. Anzi, gli conferiva un’austerità e una serietà che mai mi sarei aspettato…
In bocca si sentiva che era un vino comunque in fase calante, ma ancora vivo, per fortuna. Acidità e sapidità discrete, tannini leggeri, rotondi e delicati, una buona morbidezza. Insomma, nulla di entusiasmante o particolare, leggermente spento, ma ancora piacevole. Abbastanza leggero nel suo insieme, non so se per sua natura o per la fase calante che stava vivendo…. Insomma, una bottiglia presa per i capelli e assaggiata prima che fosse troppo tardi…per fortuna…
Ovviamente, una bevuta che fa aumentare la curiosità su quel territorio e su questa doc praticamente sconosciuta…

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