Venezia Giulia IGT Pinot Noir 2004 – Bressan

Disclaimer: bottiglia bevuta presso l’Osteria Ai Binari di Mombarone (Asti) (pranzo gentilmente offerto dal mio babbo: prezzo non pervenuto).
Andare in un ristorante, conoscere chi ti servirà e avere la possibilità di dire “vorrei un buon Pinot Noir senza però doverci lasciare un rene” non capita tutti i giorni, siamo onesti. Tutto questo è realmente accaduto andando a pranzo fuori con mio padre in quel posto che mi amo molto, l’Osteria Ai Binari di Mombarone (Asti), dove potete trovare la bella e brava Mara Bione, a mio parere una tra le migliori sommelier italiane. E l’avermi proposto questo vino non fa altro che rafforzare la mia convinzione: Pinot Noir 2004 di Bressan (azienda di cui avevo già parlato in precedenza), un grande, grandissimo vino.
Ecco, uno di quei vini che potresti prendere quasi da archetipo, esempio, memento: cosa altro dire se non che è stata una bottiglia spettacolare, degno accompagnamento di un piatto (in realtà due piatti 🙂 ) “povero” ma gustosissimo come la trippa?
Ecco, la partenza, con l’aspetto visivo che lascia un attimo interdetti, perchè ci troviamo di fronte ad un colore carico, profondo, quasi impenetrabile: personalmente sono abituato a colori più leggeri, meno profondi. Però ci sta anche questa intepretazione, versione che comunque lascia intendere molto di quello che poi si troverà successivamente. Materia, materia e materia: sostanza, un vino di sostanza. E affascinante al naso, con questi sentori di sottobosco, animali, sanguigni, dove il frutto rosso è molto maturo, quasi appassito, il sentore del sottospirito viaggia in sottofondo, le spezie che si alternano in un ritmo drum’n’bass quasi ipnotico, passando dal dolce al piccante senza sorta di continuità creando un contorno austero ma allo stesso tempo avvolgente. E in bocca conferma la grande sostanza, riempe e avvolge: tutte le parti sono in equilibrio, forse solo i tannini scalpitano leggermente. Ma ci sta, è un vino che andrebbe dimenticato lì ancora per qualche anno. Ottima acidità, eccellente persistenza, lascia un retrogusto leggermente amarognolo dato dai tannini e la frutta surmatura.
Spettacolare.
E, soprattutto, grazie alla sensibilità di Mara per avermi proposto questo splendido vino.

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