Vino Rosso Vigna della Regina 2009 – Balbiano

Disclaimer: vino degustato in occasione del pranzo successivo alla conferenza stampa di presentazione del vino (grazie per l’invito alla cantina Balbiano)
Su quello che è il progetto di Villa della Regina e di Vigna della Regina mi sono già espresso in passato. Posso solo aggiungere che ritornare 2 mesi dopo sul “luogo del delitto” è tutt’altra cosa. La natura è prorompente, in pieno sbocciare: e complice una giornata luminosa e calda, l’insieme assume contorni quasi fiabeschi, conditi dai racconti dall’arch. Fontana che, con gli occhi che brillavano dalla felicità, ti racconta di come i rospi siano tornati dopo 25 anni nella tenuta o di come sarà il nuovo ingresso proprio dal fondo di via Villa della Regina. Ecco, l’arch. Fontana è l’emblema, la cartolina più bella per Villa della Regina: cultura, preparazione, fermezza, decisionismo, competenza. E cuore, tanto cuore, passione, sopra ogni cosa.
Stessa passione che alimenta i Balbiano padre e figlio, così apparentemente lontani nel modo di porsi agli altri ma in realtà vicinissimi negli intenti e nel sentire. La loro passione che li ha portati a seguire e far crescere, come un figlio, questo ettaro scarso di vigne, al 90% di Freisa e realizzare la prima produzione commerciabile (annata 2009) del vino della città di Torino, il vino di Vigna della Regina (che dall’annata 2011 potrà addirittura fregiarsi del titolo di Doc).
Al momento è un “semplice” vino rosso, con in etichetta l’annata, deroga concessa pochissime volte almeno in terra sabauda. Il vino ha ancora delle asperità da smussare. Ma non ho problemi a scriverne: ne ho parlato con i Balbiano, trovandoli sostanzialmente d’accordo con le mie impressioni. Anche perchè, ora lo posso dire, per me non era il primo assaggio: per me l’anteprima fu circa 2 mesi fa in cantina ad Andezeno. E devo rilevare l’enorme evoluzione (stabilizzazione, ingentilimento ed equilibrio) tra i due assaggi. Il colore è rosso rubino, intenso, carico, in alcuni punti addirittura purpureo, colore che tradisce giovinezza e voglia di crescere. Al naso tanta frutta rossa, il ribes e la marasca sopratutto. Poi altri sentori, un lieve ricordo di verde, quasi legnoso e tannico. Dico così perchè poi in bocca questo sentore tornerà con una certa importanza, assumendo contorni addirittura elevanti, con il sentore di “verde” e di legno. Discretamente acido, è ancora sbilanciato sulle durezze. A mio parere tradisce le gioventù del vigneto (questa è in fondo la prima e vera propria vinificazione) e solo il tempo saprà raccontarci come evolverà il vino di Vigna della Regina. Per il momento, nonostante le asperità è interessante e piacevole, con una buona beva. Se le premesse sono queste, per il vino della città di Torino si prospetta un luminoso futuro.

Tags:

About enofaber