Vsp Extra Dry Cuvée Imperiale Max Rosé – Berlucchi

Articolo programmato il 4 aprile a seguito della Pausa di Riflessione. La programmazione durerà fino al 13 aprile compreso.

Mi fa sorridere il pensiero che una volta disdegnavo le bollicine. E altrettanto che questo fosse il punto più alto delle bollicine per me. Per fortuna ho imparato, con il tempo, ad apprezzare ed approfondire (mai abbastanza) il complesso mondo dei metodi classici. E quindi reputo questa bevuta alla stregua di un peccato adolescenziale, perdonabile e comprensibile.
Ma è anche il vino che ho nel bicchiere in cui ho appena finito di scrivere il post “Pausa di Riflessione“.
Il 4 aprile. Questa sera avevo bisogno di bollicine e l’ultima bottiglia che era rimasta era questa. Di necessità si fa virtù, come si suol dire. Adesso forse lo sto maltrattando eccessivamente e in fondo non lo merita. Certo, ho assaggiato metodi classici (italici e foresti) molto più validi e coinvolgenti, ma questo non ha assolutamente difetti evidenti o tali da dirne peste e corna. E poi, non dimentichiamolo, è sempre tutto molto soggettivo.
Bel colore rosato-aranciato, buon perlage, abbastanza fitto anche se non particolarmente elegante (anzi, in certi casi alcune bolle sembravano essere un po’ grossolane), al naso parte subito con i classici sentori di lieviti, pane e brioches per poi assumere contorni un po’ più rareffatti ed eleganti quali le note fruttate di piccole fragole e un ricordo floreale che si avvicinava alla rosa.
In bocca molto acido e buona sapidità, mostrava forse un leggero eccesso di anidride carbonica che appesantiva leggermente la beva, lasciando la bocca un po’ troppo “piena”. Quell’eleganza e quel senso di rarefatto non si coglievano certamente in bocca, dove, al contrario era un po’ più rustico e grezzo. Discreta mordidezza sul finale e un vaghissimo ricordo zuccherino che non mi ha entusiasmato.
Senza ombra di dubbio molto meglio al naso che in bocca. Ma allo stesso tempo, nonostante i presunti “difetti” riscontrati, un discreto (non eccezionale, sia chiaro) connubio qualità/prezzo. La classica bottiglia da tenere lì e da tirare fuori all’ultimo senza avere il timore di fare brutte figure….

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