Domenica 15… Web enoico e carta stampata

Disclaimer: riflessioni personali. L’immagine che correda il post è stata presa dal sito di Luigi Fracchia
Prendo spunto da questo post di Luigi Fracchia, nuova e salace penna-blogger del panorama torinese. Innanzitutto per scusarmi per non aver dato la giusta rilevanza all’incontro che ha visto protagonisti, oltre a Luigi, l’amico Vittorio Rusinà, Giulia Graglia, Giovanni Arcari e Giancarlo Gariglio. In secondo luogo per rilanciare, copiando ed incollando, una serie di questioni importanti sollevate da Luigi che in parte faccio mie. E magari cercando di dare qualche pallida idea di risposta (e rimandando anche a questo mio vecchio post Vino alimento – Vino edonistico).

[……]Siamo in perenne peregrinazione, leggeri, con il nostro lap-top e la forza delle nostre idee e una rete incredibilmente libera che le veicola.
Ma siamo senza meta?
La nostra meta è perpetuare il flusso o estrapolarne senso?
Il flusso stesso è memoria o iperstimolazione che diventa oblio?
Il nostro è un gioco narcisistico o ci interessa davvero esprimere dei concetti?
Chi è il nostro pubblico?
Il mondo della carta stampata che considerazione ha dei blogger?
I produttori di vino che considerazione hanno dei blogger?
Le associazioni di sommelerie che considerazione hanno dei blogger?
Io speravo di avere risposte a queste domande.
Poco tempo, troppi temi, troppe assenze ingiustificate e un certo spaesamento non ha fatto altro che porre altre domande tra cui quella mossa da Giancarlo Gariglio: “che preparazione specifica hanno gli enoblogger che dia credibilità alle loro affermazioni?”[……]

Che il nostro sia in parte narcisismo, caro Luigi, è fuori dubbio. Oramai tutti noi desideriamo i nostri 15 minuti di celebrità profetizzati da Warhol. Però spero che tu, io, persone come Vittorio, Jacopo, Davide e via discorrendo non facciano solo parte di un flusso, bensì provino a dare un senso. Magari personalissimo e non assoluto: perchè la pretesa di assolutezza non è mai rintracciabile in nessun luogo. Figurarsi nel mondo del vino, dove la soggettività regna indiscussa. Dove le sfumature diventano argomenti di discussione eterne e magari senza fine. Ma in fondo ci divertiamo anche, non ti pare? In fondo è uno scambio di opinioni e sta all’intelligenza dei “contendenti” capire quale è il limite tra la serietà ed il gioco.
Sul mondo dei blogger, visti dall’esterno, è illuminante la domanda di Gariglio. E’ vero, non basta aver fatto un corso da sommlier e/o da degustatore per definirsi esperti. Bisogna girare, vedere, toccare, assaggiare, parlare con i produttori. Non si smette mai di imparare. I veri esperti, purtroppo, non li trovi così facilmente su Internet: un Castagno, un Falcone, un Masnaghetti, tanto per fare alcuni nomi, dimenticando colpevolemente tanti altri, non ci sono. O non li trovi così facilmente.
La percezione che comunque si ha è che talvolta siamo considerati dei palloni gonfiati, un po’ tronfi, pronti solo alla rissa e al parlarci un po’ addosso…
Le tue questioni sono talmente ampie che meriterebbero molto più spazio e tempo, ahimé tiranno. Però spero che possano in qualche modo stimolare la discussione e magari farci capire un po’ di più.
E ne riparleremo senz’altro, magari di fronte ad un buon bicchiere di vino….

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