Eliceo Doc Fortana Duna della Puia 2008 – Azienda Agricola Mariotti

Disclaimer: bottiglia donata direttamente dal produttore
Caro Mirco,
te lo dovevo. Sono passati circa 9 mesi da quel post in cui “massacravo” (ma è risaputo che mi diverto a massacrare bottiglie e produttori…………….)…… dicevo……….
in cui descrivevo malamente il tuo Fortana Duna della Puia 2008. Poi a marzo ci siamo finalmente incontrati a #grignolino1 e come da tua promessa sei arrivato con una bottiglia e io, dal canto mio, l’ho riassaggiata. Con i miei tempi, ma sono tornato sul luogo del misfatto.
Bene, le sensazioni sono molto diverse rispetto al passato. Innanzitutto questo era un vino integro, senza strane “puzzette” o finali scomposti. No, un vino dotato di una sua personalità particolare, magari all’inizio da interpretare un po’. Però alla fine piacevole, che racconta bene quelle vigne a cavallo del mare, i vini delle sabbia.
Bel colore rubino, non particolarmente concentrato, al naso parte con un sentore più da vino bianco, ossia quel sentore di “mineralità” che un po’ spiazza. Poi il frutto, rosso, delicato, un ricordo di fragola e di ciliegia. Molto elegante e raffinato, per nulla giocato sulla potenza. L’ho iniziato a degustare (volutamente) ad una temperatura di circa 14°, quindi un po’ freddino. Ma con l’innalzarsi della temperatura i profumi si sono fatti più rotondi, ma sempre dominati da questo tratto sapido/minerale. In bocca, e a questo punto mi domando se è reale o se è la testa che gioca strani scherzi, si ha quasi l’impressione di “polverosità” o si sabbiolina in bocca… avete presente quella sensazione che si ha in spiaggia e all’improvviso una folata di vento fa entrare della sabbia in bocca? Ecco, proprio quella: però, torno a ripetere, sentire parlare di vino delle sabbie potrebbe giocare strani scherzi. Sta di fatto che in bocca c’è un “nonsoché” di materico e anche qui la sapidità la fa da padrone. Tannini molto lontani e discreti, alcool ben dosato, è un vino che si fa bere abbastanza bene: necessita però di cibo, da solo, alla fine, è un po’ faticoso. Ed infatti con il cibo trova il suo definitivo equilibrio. E la sua piacevolezza. E la sua ragione d’essere.
Grazie, davvero, caro Mirco per aver accettato il confronto. Come vedi non mi sono sottratto e faccio ammenda di quanto scrissi in passato. Ribadendo che era una bottiglia farlocca. Ma continuando a difendere la mia scelta di parlare dei vini anche quando non sono “piacevoli”…..

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