Nel cuore della notte

Discalimer: deliri non enoici personali
Un tempo, when I was young, avrei potuto lavorare tutta la notte. Ma al mattino, per carità, dovevate lasciarmi dormire.
Negli ultimi anni, e ancor di più negli ultimi mesi da che vivo da solo, mi capita di svegliarmi inesorabilmente alle 5.30 del mattino. E non mi addormento più. Ovvio, alla sera crollo prima, molto prima. Stasera sono qui solo per ragioni lavorative improcrastinabili. Però, a differenza di altre sere non ho sonno.
Osservo mio figlio che dorme e che russa come una motosega… ho la finestra aperta… c’è vento questa sera, molto vento, anche abbastanza freddo, che arriva diritto diritto dalla montagna. Lo sento ululare, che pianta le unghie nelle tegole del tetto e le fa leggermente vibrare, provocando un particolare suono.
Sento i grilli, qualche lontano latrato di cane. Il rumore delle macchine che transitano sulla strada principale del paese, a circa 100 mt da qui, giunge ovattato. Solo ora il silenzio viene rotto dalle sirene di un mezzo di soccorso. E poi di nuovo il silenzio.
Sono questi gli attimi in cui ti soffermi e rifletti a lungo. Avessi una sigaretta, lo ammetto, l’accenderei. La notte, se non si dorme, è fatta per pensare, per sognare, per illudersi, per piangere, se necessario. La notte, se non si dorme, è il momento ideale per guardare il buio che si ha dentro e provare a fare luce in qualche modo. O capire, o quantomeno farsi delle domande. E in fondo conosci anche le risposte, che spesso non piacciono. E ti continui a ripetere le stesse domande nella speranza che giunga la risposta contraria. Mentre dentro di te, intimamente, sai benissimo la risposta esatta, che ahimé, non ti piace. Non piace a nessuno rinunciare a qualcosa, sia una cosa, una persona, un sogno, un’idea. Non perchè, necessariamente, sia sbagliata. Semplicemente perchè non è il momento. O non ci sono le circostanze. O per entrambe le cose.
E quindi, nel cuore della notte, sempre che non dormi, rinunci a qualcosa.
Ma allo stesso tempo provi a trovare delle strade alternative, ti inventi, ti rimetti in gioco. Perchè in fondo, la vita, è un continuo rimettersi in gioco.
E prima o poi si riesce ad imboccare il sentiero giusto.
Magari nel cuore di un’altra notte.

[e visto che mi sento molto come Ghezzi in fuori orario beccatevi Because the Night di Patty Smith accompagnata dalle immagini del film L’Atlante]

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