Passion oriented vs business oriented

Discalimer: riflessioni a titolo personale. Frasi sconnesse da riapprofondire in futuro.
Pensieri, come dico nel disclaimer, che vagano nella mia testa e che non ho ancora avuto il modo e il tempo di approfondire. Ma che pur essendo in divenire mi piace iniziare ad esternare, magari per avere un confronto che in definitiva mi farà dire che mi sbagliavo. O, al contrario, che avevo dannatamente ragione.
Negli ultimi giorni si è affacciata sempre più chiara e delineata nella mia testa una frattura che esiste nel mondo enoico dei SN: i business oriented, ossia quelli che con il vino ci campano, e i passion oriented, ossia quelli che si occupano di vino in maniera non professionale ma solo ed unicamente per passione.
Io appartengo al secondo gruppo.
Finora dal mondo del vino non ho guadagnato, dal punto di vista economico, un bel niente, a parte qualche raro dono rappresentato da bottiglie o un qualche sconto in fase di acquisto. Ma se dovessi mettere sul piatto della bilancia spese e guadagni, le prime sarebbero largamente in vantaggio. Anche a conti fatti, l’esperienza di #grignolino1 è stata per me, dal punto di vista economico (sottolineo e ripeto questo aspetto), in perdita: telefonate, viaggi, benzina, risme di carta, toner, cartelline etc etc etc. Ma rifarei tutto, altre mille volte, la passione è passione….

C’è chi l’amore lo fa per gioco, chi per professione,
Bocca di Rosa nè l’uno né l’altro,
lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.

In quanto novello Bocca di Rosa, “soddisfo le mie voglie“, costituite dalla visibilità, dall’accettazione “sociale”, dal sentirsi dire “quanto sei bravo, quanto sei figo“. Insomma, devo soddisfare il mio ego ed il mio egocentrismo. E’ un male? Penso di no, tutti di noi ne abbiamo bisogno. Vi assicuro che è bellissimo entrare nella sala di degustazione di un produttore e trovare il proprio post incorniciato. O ancora più esaltante sapere che un produttore ha scelto le tue parole per descrivere il proprio vino e stampare la tua descrizione e metterla nella scatola da 6 di quel determinato vino.

Ma il concupito, ossia il vino, non ha per nulla il cuore libero: è “sposato” con i businness oriented che ci devono vivere e campare, ci mancherebbe.

Ma ho una tragica impressione: che i business oriented accettino i “tradimenti” del vino verso i passion oriented fino a quando questi ultimi osannano, oliano gratuitamente la macchina enoica con le loro recensioni positive, le loro esaltazioni collettive. In cambio di visibilità, di qualche bottiglia e una pacca sulle spalle.
Ma il meccanismo si inceppa quando qualcuno dice: no, ragazzi, così non mi va, non sono d’accordo. E allora passi per il cattivo, per quello che denigra, quello che cerca la polemica a tutti i costi. In fondo perchè così rovini il mercato, i poveri produttori che si spezzano la schiena nel vigneto. E partono le domande del tipo: “quale tipo di autorevolezza ha tizio? perchè dovrebbe parlare? a quale titolo?“.

Trovarsi a metà del guado, tra passione e businness non è possibile: perchè non esiste una terza via. Si può fare il proprio lavoro con passione, ma è pur sempre lavoro. E se la mia passione divenisse fonte di reddito, seppure passione diventerebbe lavoro. Quindi tertium non datur. Cribbio, a chi non piacerebbe far diventare la propria passione un lavoro? Sono il primo che si domanda cosa potrei fare per trasformare tutto ciò in reddito. Poi mi rendo conto che di tizi come me ce ne sono un sacco, talvolta molto più bravi di me, e faccio dieci passi indietro e mi limito a mandare avanti questo blog, senza alcun altro tipo di pretesa o sogno.
Ma devo chiarire quale strada adottare nei confronti dei businness oriented: ossia, e questa è la domanda più difficile a cui dare risposta, dove finisce la libertà ed inizia la marchetta. O se non è così drastica, fino a che punto mi sta bene che la mia libertà e la mia passione vengano utilizzate, a titolo gratuito, da chi alla fine ci deve guadagnare.

Non lo so, sono profondamente confuso e, lo confesso, un poco scoraggiato e amareggiato.
Come mi ha detto giustamente una persona, i “SN non sono altro che lo specchio della realtà che ci circonda. E non importa quale idea tu voglia dare alle persone. E’ importante l’idea che queste si sono fatte di te“….

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