Eloro Doc Pachino Riserva Villa Dorata 2002 – Cantina Elorina


Disclaimer: bottiglia acquistata direttamente dal produttore. Se non ricordo male 12 euro
Continuo il mio “studio” sul sud Italia e torno nuovamente in Sicilia e riprendo un vino della Cantina Elorina (di cui in passato avevo parlato a proposito dell’Eloro Doc Pachino 2006 e del Sicilia Igt Inzolia 2009). E affronto il vitigno principe della regione, in Nero d’Avola, in purezza e per di più riserva 2002. Insomma, un vino non proprio facilissimo, di quelli da “sgargarozzarsi” semplicemente. Perchè ha bisogno di tempo, di pazienza e soprattutto di concentrazione e cibo. Molto corposo, potente ma allo stesso tempo molto elegante. Tenete conto che questo post è stato scritto dopo 4 giorni dall’apertura della bottiglia e, con le dovute cure, ha continuato ad evolvere e migliorare.
Il colore, per essere un vino di 9 anni è sorprendentemente ancora rubino con una leggera unghia granato: nel bicchiere si muove lentamente, archetti e lacrime che scendono lentamente. Al naso è inizialmente molto chiuso, quasi con un sentore di ridotto ma dimostrando successivamente una complessità che cresce lentamente e si amplia poco alla volta: subito c’è una nota terrosa, quasi di sottobosco, un quid leggermente selvatico. Speziatura, vaniglia, chiodi di garofano e pepe, nati da vigneto e dall’affinamento in legno, ma anche in questo caso molto equilibrati E alla fine la frutta, leggermente sotto spirito e surmatura. Profumi eleganti ed austeri, mai troppo invasivi o potenti che potrebbero “infastidire”. In bocca dimostra una stoffa sorprendente: tannini leggermente rugosi ma ancora vispi ed allappanti, ottima acidità e sapidità, una rotondità leggera, che conferisce alla beva piacevolezza e profondità. Retrogusto in cui ritorna la speziatura e la frutta. Buona durata e persistenza. Insomma, un Nero d’Avola che mi convince e mi affascina. Dovrò studiare di più, in futuro…. 🙂

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