Barolo 1971 – Scarzello e figli

Disclaimer: grazie ad Aldo Bubbio per aver conservato questa bottiglia ed averla donata al figlio. Grazie a Diego, figlio del precedente, che ha deciso di condividere con me ed Emanuele questa grande ed emozionante bottiglia. Grazie ad Emanuele che mi ha concesso di pubblicare un suo scritto che apre questo post.

Sarchiare

Corde di
strumenti marini
cantano una musica che
solo chi ha coraggio
può capire
Flauti ad acqua
tracciano strade di sentimenti
geometri dell’indefinito
misurano il sentimento
del mio pianto.

E.M. (1995)

No, non parlerò di questo vino usando il mio consueto schema da canzone pop (grazie Camillo per avermelo fatto notare e per avermi dato materiale per riflettere sul mio modo di scrivere). No, questo vino, questo nettare merita ben altro. Merita un racconto che sì, da un lato ripercorre lo schema degustativo in tre fasi: ma non parlerò di colori, profumi, sentori e sapori. No questo vino sarà rappresentato da un incontro con un’ipotetica e splendida donna in un luogo non meglio precisato. E questo l’unico modo per non banalizzare una bevuta straordinaria.
L’aspetto visivo è rappresentato dall’arrivo di lei, atteso da lungo tempo e troppe volte procrastinato: elegante, sinuosa, luminosa ed affascinante. Il cuore inizia a battere forsennatamente, in preda all’emozione e alla gioia di tale visione.
Poi c’è l’aspetto olfattivo ed è come l’iniziale incontro, fatto di adolescenziale imbarazzo. Frasi di circostanza, all’inizio. Poi ci si rilassa un poco, l’emozione iniziale tende a svanire, così come l’imbarazzo. I discorsi e la parole acquistano fluidità, rapidità, si parla di tutto, senza un necessario filo rosso, saltando di qua e di là, sorridendo, ridendo, gioendo. E poi un incrocio di sguardi.
Portare alle labbra questo bicchiere è stato come accostare dolcemente e rapidamente le proprie labbra alle labbra di questa donna così desiderata e ricercata. Temi la sua reazione, magari l’essere respinto, uno schiaffo, un responso negativo. Ed invece no, le labbra si avvicinano. Si staccano rapidamente e gli occhi tornano a parlarsi, dalla bocca non esce una sola parola. Dialogo sordo, ma profondo, intenso e le paure svaniscono. Le labbra tornano a sfiorarsi, con più consapevolezza, con più passione, con più desiderio. E non si staccano più.
E dopo solo ed unicamente una grande passione che prende il sopravvendo e ci travolge, portandoci altrove. Laddove il tempo e lo spazio non contano.
Solo ed unicamente passione.

Colonna sonora di questa bottiglia epica
Casino Royale – Sempre più vicino (1995)
Portishead – Dummy (1994)

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