La sigaretta

Metafora della passione, di qualunque natura essa sia.
L’accendi e ne respiri a pieni polmoni. E così facendo alimenti la brace, che diventa sempre più rossa e vivida.
Rosso, il colore della passione.
Respiri e alimenti la brace.
Ma nel frattempo piccoli pezzi di cenere iniziano a staccarsi.
Te ne liberi, per mantenere la brace sempre viva e vivida.
E’ inebriante, ti scalda, ti riempe.
Ma la cenere aumenta.
E la cenere aumenta, poco alla volta.
E alla fine, ahimè, la sigaretta termina.
C’è chi la lancia via con ancora un minimo di brace accesa.
C’è chi la schiaccia con il piede.
C’è chi, più delicatamente, la spegne con le dita.
C’è addirittura chi, con l’ultima brace rimasta, accende un’altra sigaretta.
Con la triste consapevolezza che prima o poi anche quella sigaretta finirà.

Purtroppo non esiste la sigaretta senza fine. Come non esiste, per quel che mi è stato dato da vivere, la passione senza fine.

Qualcuno obietterà, dicendo che non è vero, che la passione può durare tutta la vita.
Beato questo qualcuno. Ha un po’ della mia sana invidia.

Come unica consolazione resta solo una citazione, banale e strausata, ma che continua a piacermi: non può piovere per sempre.

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