Barolo Docg 1995 – Francesco Rinaldi e Figli

Disclaimer: bottiglia degustata a casa di amici

Sarà banale a dirsi ma ci sono bottiglie e Bottiglie.
E il distinguo non è solo per il nettare di Bacco ivi contenuto. Certo quello ha un’importanza non da poco.
Ma spesso sono piccole-grandi circostanze che fanno la differenza: la compagnia, la situazione, il proprio stato d’animo.
E così capita che una sera vieni invitato a cena a casa di amici.
Porti con te una bottiglia che vuoi condividere perchè immagini che sia “importante” e meritevole di essere condivisa.
Ma giunto lì ti fanno una sorpresa: questa bottiglia. Questo Barolo 1995 di Rinaldi.
La padrona di casa ti dà le stesse motivazioni: “era una bottiglia che meritava di essere condivisa e l’abbiamo aperta per te“.
L’egocentrismo viene accarezzato e soddisfatto.
Inizia la cena con la mia bottiglia, poi segue un vino della terra che amo, la Valle d’Aosta.
Ma l’attesa era tutta per lui. Per il Barolo.
La cena, le chiacchere leggere.
E poi arriva il momento di irrompere sul palcoscenico. Arriva il suo momento.
Silenzioso ma splendente all’apparenza, consapevole della sua magnificenza e della sua longevità.
Poi si palesa, poco alla volta ed inizia il suo monologo, dapprima complicato, poi complesso. Ma una volta che comprendi la chiave di lettura la complessità e la profondità del suo dire ti risuona quasi familiare. E ti porta a spasso lungo sensazioni e ricordi che sembravano sopiti.
E una volta che lo assaggi resti meravigliato dalla raffinatezza e dall’elegante potenza. Setoso con tannini vibranti e lungo, cangiante. Il monologo continua su un altro piano, quasi metafisico.
Il tutto condito sempre dalle chiacchere, meno leggere e più confidenziali.
Ecco, un vino del genere ti riporta all’interiorità e sai che puoi buttare fuori ciò che hai nel cuore, sai che in quella situazione non è pericoloso.

Il vino e gli amici.
La fiducia.

Ecco perchè ci sono bottiglie e Bottiglie….

Tags:

About enofaber