Disclaimer: racconto di una serata a Portacomaro
Alessandro Durando è un ragazzo pragmatico e concreto.
Senza tanto rumore ha raccolto e “fatto” questi numeri:
105 partecipanti
19 persone a servizio
2 musicisti
una compagnia teatrale
il gruppo astofili di Asti con un cannocchiale molto potente
più di 100 bottiglie messe a disposizione per la degustazione
Precisione teutonica, ritmi assolutamente umani, soddisfazione di tutti.
Ecco, questo è quello che per me rappresenta al meglio il concetto reale del “fatti, non pugnette”.
Il volere è potere.
Poter realizzare con concretezza e pragmatismo una serata potenzialmente difficoltosa in cui convogliare attraverso i vigneti più di 100 persone. Con alle fine grande soddisfazione di tutti.
Senza finti super uomini, arpie strepitanti e curati di campagna in stile Don Abbondio.
La concretezza.
Chapeau…


Una gran bella serata, una vera sorpresa per me poter passare una serata fra le vigne, il tutto in un clima rilassato ma concreto, vini di gran beva e alla fine nessuno voleva andare via…
Serata assolutamente perfetta tra musica, luna e stelle., vini e masche..
Bravissimi i Durando e complimenti alla regia..)
una serata indimenticabile! al di sopra delle aspettative.. coniugare i vini alle Masche non era un’impresa facile ma la sfida è stata vinta con pieno successo. Alto livello sotto tutti i punti di vista. Un grazie ad Alessandro per il tempo che ci ha dedicato il giorno successivo e ai compagni di viaggio in questa splendida scoperta.
Leggo con curiosità ed interesse di questo bell’evento tenutosi a Portacomaro, a cui, se non fossi stata lontana, mi sarebbe piaciuto prendere parte.
Scorrendo l’articolo riscontro nelle ultime righe in particolare, ma in generale in tutto il testo, accenni e riferimenti criptici e di chiaro segno negativo ad altre situazioni a cui questo evento sembrerebbe essere paragonato, senza capire esattamente a che cosa tu ti riferisca.
Convinta della necessità che l’autore assuma su di sè la responsabilità di ciò che scrive, e concorde con l’invito a chiarezza e trasparenza espresso in altra sede anche da Filippo Ronco qui http://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=5374&lang=ita e da Stefano il Nero qui http://www.stefanoilnero.com/2011/06/filippo-ronco-e-la-trasparenza-nel-wine.html, ti chiederei di chiarire con precisione a quali eventi, fatti e persone ti riferisci, in particolare nelle righe “Senza finti super uomini, arpie strepitanti e curati di campagna in stile Don Abbondio.
La concretezza”.
Cordialità
Monica PIsciella
Proprio a seguito dei link indicati, in cui ognuno di noi si è preso le proprie responsabilità, è maturata la mia decisione di uscire dai SN e rimuovere dal mio orizzonte situazioni spiacevoli.
Ma l’uscita dai SN non mi ha tolto le energie e la voglia di sviluppare idee e progetti.
La frase “incriminata” non ha nulla a che vedere con situazioni del passato, legate a quanto raccontato in quei post, ma a persone ed eventi accaduti successivamente in cui certi atteggiamenti mi hanno fatto pensare alle arpie, ai superman e ai Don Abbondio: purtroppo sono atteggiamenti che si ritrovano in ogni aspetto della vita e a cui faccio fatica ad abituarmi.
Se ti sei sentita chiamata in causa mi spiace. Ma non mi riferivo di certo a quanto da te organizzato a maggio. Quanto accaduto è stato di profondo insegnamento. Ma è un capitolo chiuso.
Guardo avanti, per fortuna e nonostante tutto.
Buona vita.
Fabrizio
Non mi sono sentita necessariamente chiamata in causa io direttamente o l’organizzazione di #barbera2.
Ritengo però che, indipendentemente da chi sia il chiamato in causa, sia sempre opportuno che ci siano riferimenti verificati e verificabili a fatti, persone ed eventi. Altrimenti di cosa si parla in questi articoli, se chi legge non capisce a chi è rivolto questo misto di malcelata insoddisfazione ed astio/livore? Forse verso il nulla ed il nessuno?
A mio parere o se ne rivela il destinatario o si evitano riferimenti ed accuse subdole e trasversali, che trovo del tutto inadeguate al contesto.
E ripensando a quel post di Filippo Ronco, mi sovviene che anche in quel caso sono state fatte accuse pesanti e gravi, sulle quali non è mai stata fatta chiarezza; in concreto, non si è mai detto chi si sia reso colpevole di certe nefandezze e quali e chi ne sarebbe stata la vittima.
La stessa sensazione mi raggiunge scorrendo oggi altri post del tuo blog, ad esempio quello sul LIbero arbitrio http://www.enofaber.com/2011/07/libero-arbitrio/
E chi sarebbe questo produttore folle che vorrebbe togliere ai blogger la possibilità di esprimersi? A chi ti riferisci con “Ti schiaccio come un insetto fastidioso se provi a dire di no”.
Esistono davvero nel 2011 produttori che si esprimano in questo modo?
Onestamente ne conosco parecchi, qualcuno lo intervisto per le riviste per cui scrivo, ma non mi pare di aver mai sentito nulla del genere.
E capisci bene che questa è un’accusa forte; in un mondo serio, a mio parere, chi legge avrebbe almeno il diritto di capire di chi si parla e chi subisce un’accusa del genere dovrebbe avere diritto di esprimersi in merito.
Altrimenti di che libertà di espressione parliamo? Di un web libero e trasparente dove solo lo scrivente sa di cosa parla e magari i pochi amici che gli battono le mani?
E il rispetto dei fatti, la trasparenza e tutto il resto dove vanno a finire?
Siamo professionali, anche se non necessariamente professionisti. Gettiamo pure il sasso, ma poi teniamo bene alta la mano.
Buona vita a te
Speravo che i lenti ritmi di agosto avrebbero scoraggiato le vampate di calore ma, vedo. il climaterio continua a mietere vittime
Cara Monica, perdonami se entro in questa discussione ma i pochi amici, oltre a battere le mani, hanno anche facoltà di intelletto.
Credo che Fabrizio ti abbia detto chiaramente che non c’era nessun riferimento alla tua persona: la vita continua, comunque,anche dopo le polemiche e le rivalse, egocentrismi compresi.
D’altro canto i ” presunti bloggher” non sono mai stati indicati chiaramente.
E ancora: in una bella discussione su Tigulliovino (http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=8325) abbiamo a più voci chiesto di conoscere i dettagli degli attori oggetto del dibattito, non certo per morbosa curiosità, ma perchè utili al “prendere le misure”. Si è preferito glissare sull’argomento.
Sono sinceramente contento che tu non abbia avuto modo di ascoltare,svolgendo la tua professione, quante e quali bassezze possono arrivare dai produttori: nei confronti dei colleghi, dei collaboratori, del mercato o di chi è chiamato a giudicare il frutto del loro lavoro.
Che, come tale, andrebbe rispettato nello sforzo e misurato nel risultato.
Questo rende il mondo del vino meno idiliaco? forse, certamente simile a qualsiasi altro ambiente.
E poi dai, Monica,sai bene che un uso equilibrato delle metafore può aiutare molto la comprensione di un tema senza necessariamente conoscere il nome del cammello che non riesce a passare dalla cruna.
Felicità, Monica, e un ultima cosa: se riesci correggi la svista della sostitiuzione di avatar: aiuta nella trasparenza
Ciao Giuliano,
un po’ stupita di trovare te a rispondere al mio commento, ma sempre felice di potermi confrontare con chi si interessa alla comunicazione del vino sul web.
Il caldo agostano quest’anno pare abbastanza contenuto, a dire il vero, e per il climaterio confido di avere ancora un po’ di tempo davanti
In entrambi i casi mi sono limitata a leggere un post e a porre delle domande per avere chiarimenti sul contenuto.
Mi pare doveroso chiarire questi aspetti per garantire trasparenza dei contenuti verso tutti i lettori. Nulla di personale,
In realtà, oltre a rassicurazioni sul fatto di non essere direttamente coinvolta, tuttora non so di chi si parlasse. Contro una delle prime regole dell’informazione, che ci impone di chiarire di cosa e di chi si parli quando si scrive.
Nessuno si è permesso di mettere qui in discussione la liceità di ciò che Fabrizio scrive. Semplicemente oltre a parlare di trasparenza credo sia doveroso anche praticarla nei fatti ed assumersi le proprie responsabilità. Verso tutti i lettori, facendo nomi e cognomi contro ogni cruna e ogni cammello. Perchè se una cosa si vuol dire la si dice fino alla fine, altrimenti – diceva uno che la sapeva lunga – è sempre l’ora buona per tacere.
Non mi sarei mai permessa di disquisire sulla capacità di giudizio degli amici di Fabrizio, ho solo detto che a fronte di discorsi criptici forse saranno gli unici a capire di chi o cosa si parli, beati loro. E mi chiedo a questo punto che ruolo abbiano gli altri lettori.
A questo proposito riterrei davvero bello se, al di là di qualche rumore di fondo, Fabrizio volesse dare risposta personalmente alle domande che gli sono state poste.
Quanto alla discussione su Tigullio Vino sui bloggher – come dici tu – cui fai riferimento, non vi ho preso parte perchè non ho ritenuto di voler intervenire; non si può davvero rispondere a tutto mentre si lavora. Inoltre quello era un tema aperto e gestito direttamente da Gianluca, che ritengo sia adulto abbastanza da spiegarsi da solo. Pertanto ho ritenuto che il mio intervento non fosse in alcun modo necessario.
Quanto alle nefandezze del mondo del vino, condivido con te, sono tali e quali a quelle degli altri mondi. Quindi dove starebbe la notizia?
Perchè scrivere un post con certe frasi se non per averle sentite dire da qualcuno? E quindi sarei curiosa di sapere da chi.
E poi chi di noi non ha giorni difficili, delusioni o seccature a livello personale o professionale? Semplicemente c’è chi cerca di andare avanti, a volte con fatica e nonostante tutto, e chi si lamenta. Per quanto mi riguarda, se a fine mese voglio pagare le bollette, di lamentarmi non ho il tempo. Lo lascio fare a chi se lo può permettere.
Quanto all’avatar ti ringrazio di avermi dato occasione di chiarire: questo problema si è verificato in tempi non sospetti e Fabrizio ne era a conoscenza, tanto da aver temporaneamente impedito la visualizzazione dell’avatar. Poi con il restyling che vedo esserci stato forse gli avatar sono stati riattivati e io non ho possibilità di intervenire in alcun modo.
Colgo l’occasione, a scanso di equivoci, per alcuni chiarimenti ancora su questo tema:
1) tutto ciò che scrivo di mio pugno è sempre ed ovunque firmato a nome mio
2) Gianluca gestisce i contenuti del suo blog in autonomia; io mi sono occupata della progettazione e ora ne condividiamo esclusivamente le linee generali
3) se scriviamo qualcosa insieme come Cascina Garitina lo firmiamo tutti e due (vedi risposta al post di Filippo)
4) resta comunque il fatto che la trasparenza tra Gianluca e me è totale, pertanto su ogni contenuto di rilievo o sulla gestione di criticità c’è sempre condivisione ed accordo completo. Non scrivo cose su cui non sia stato prima interpellato.
A disposizione per ulteriori chiarimenti, auguro a tutti buona serata e buon Agosto
Monica
“Alcuni non capiscono che i blog sono una versione romanzata e non una cronaca della vita. E confondono ancora blogger-autore e personaggio.”
— Dania – FriendFeed
oh…scusatemi tutti! sono un mondo a parte je moi , ma.. leggervi ma ha portato a credere , sempre di più, che la comunicazionne verbale ha un significato ben preciso ! tutto questo scrivere ” cattivi” “codardo” “ma no” “ma Sì” … è polemica sterile … ParlateVi… chissà che .. forse…riuscirete a comprendervi-
“è bene dare quando ci chiedono, ma meglio comprendere e dare quando niente ci viene chiesto” Gibran……
Una bellissima serata all’insegna della semplicità e dell’ottima organizzazione! Complimenti a tutti ed in particolar modo ad Alessandro!
Complimenti a tutti, peccato non esserci stata e ancor più peccato leggere commenti fuori luogo. Alla faccia della cordialità
Saluti