Pinot Nero Alto Adige DOC 2008 – Cantina di Terlano

Disclaimer: bottiglia degustata in una vineria. 15 euro.

Metti una sera più o meno calda in un paesone pedemontano.
Metti che dopo esserti sparato le tue oramai consuete 13 ore di lavoro non hai voglia di tornare nella solitudine della tua afosa mansarda perchè l’angoscia che ti sta prendendo aumenterebbe a dismisura.
Metti che ti venga voglia di bollicine.
E allora vai nella vineria-enoteca del paesone, chiedi cosa hanno in mescita e opti per un metodo classico dell’Oltrepò Pavese.
Ti siedi fuori, al tavolino. Lume di candela. Una leggera brezza, segno della pioggia che cadrà poi nella notte.
Di fianco a te un’improbabile coppia con un cane, ragazzini che raccontano di improbabili performance sessuali, gruppi di ragazzi un po’ casinisti.
Un paio leggermente alticci, ma con quella ciucca allegra che certe volte ti strappa pure un sorriso.
Bollicine improbabili. Meglio, impresentabili. Di quelle che ti lasciano l’amaro in bocca. In tutti i sensi.
No, la vita è troppo breve per bere male, diceva qualcuno.
E allora senti che hai bisogno di qualcosa che ti scaldi il cuore senza essere troppo pesante.
Ti fai dare la carta, vedi cosa hanno in mescita al bicchiere. Nulla che ti soddisfi.
Guardi la carta delle bottiglie: nulla di che, semplice, talvolta dozzinale, qualche piccola chicca. Ricarichi più che onesti.
E te ne sbatti delle apparenze, di quello che la gente potrebbe pensare vedendo un vecchio ragazzo (o giovane uomo?) da solo, al tavolino, con una bottiglia di vino.
Pinot Noir, Blauburgunder altoatesino, 2008, della cantina di Terlano (qui avevo già parlato del medesimo vino del 2006).
Temperatura di servizio leggermete superiore a quanto necessario. Ma non è serata per fare polemiche, anche perchè di fronte a te hai un sommelier molto più anziano ed esperto. E, ripeto, non sei dell’umore.
Chiuso, si dispiega lentamente. Lo riconosci poco alla volta, è lui nella sua mutevolezza e leggerezza.
Bel tannino vispo, bei profumi, un leggero e velato senso di legno non proprio perfetto. Ma non ha importanza, la piacevolezza c’è, seppure non sia di quelle entusiasmanti.
Metti una bottiglia discreta, in una sera mediocre di una vita che talvolta ti pare una matrigna puttana.

Oggi è un altro giorno.
E come mi ha ricordato un amico lontano, ma in quel momento vicino come solo gli amici veri sanno essere, “non può piovere per sempre“.
Oggi è un altro giorno.

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