Trento Doc Altemasi Brut Riserva Graal 2002 – Cavit

Discalimer: bottiglia degustata in un locale. 35 euro

La voglia di bollicine continua ad imperversare in me.
Solo che in casa non ho praticamente più nulla e quindi cerco di soddisfare questa voglia le volte in cui ho l’occasione di uscire.
Guardo nella carta del locale in cui mi trovo e resto un po’ sconsolato. Nulla che mi convinca appieno.
Non ho voglia di bollicine troppo leggere e banali. Vorrei, onestamente, un blanc de noir: nulla.
Poi faccio di necessità virtù e faccio cadere la mia scelta su quello che mi pareva essere il vino che più si avvicinava alle mie aspirazioni (e al mio portafogli, sia chiaro, perchè in carta c’erano dei signori champagne ma a prezzi onestamente un po’ troppo elevati).
Altemasi Brut Riserva Graal 2002 della Cavit, grande cantina del Trentino. Per quel poco che avevo bevuto di questa realtà non mi ero trovato male, anzi. Prodotti piacevoli ed onesti con un buon rapporto quelità/prezzo, senza (ovviamente, mia constatazione personale) aspirare all’eccellenza.
Quindi mentalmente parto con l’idea che un prodotto di punta di questa realtà abbia una marcia in più rispetto a quello che avevo già assaggiato.
Bel perlage, al naso dapprima chiuso, poi si palesa con i soliti sentori di lieviti, frutta tropicale. Scolastico, mi verrebbe da dire.
In bocca si palesa con una discreta mineralità, secco. Piacevole. Scolastico (e due). A voler essere cattivi nessun difetto, ma “senza arte nè parte“. E sicuramente non quello che andavo cercando.
Il problema è stato il giorno dopo, al risveglio: mal di testa da solforosa. E questo è un difetto imperdonabile.
Posso dirlo senza il rischio di essere querelato? 35 euro mal spesi, con il senno del poi.

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