Valle d’Aosta Doc Fumin 2000 – L’Atouéyo

Disclaimer: bottiglia regalata dal produttore

Atouéyo, in patois, è il termine che indica le cappellette votive che si incontrano sopratutto nei paesi di campagna e che accompagnavano e proteggevano i viandati nel loro percorso.
Fernanda e Omar, madre e figlio, hanno deciso di chiamare così la loro azienda in onore di una piccola cappella votiva che si trova al confine dei loro vigneti.
Entrambi, come approccio, sono “meno valdostani“: più solari e meno diffidenti all’inizio. Ma questa è l’unica differenza.
Come gli altri amici vignaioli della Valle, sono persone di cuore, appassionate del loro lavoro e della loro terra.
Fernanda ti accompagna per i vigneti, ti racconta della loro esperienza, di come hanno iniziato a produrre vino. In fondo ti fa sentire come se non fosse la prima volta che la vedi, ma ti tratta come uno di casa. Semplice e diretta.
Poi ti porta in cantina, assaggi e ti rendi conto della grande qualità.
E tra il serio ed il faceto le chiedi una vecchia annata del Fumin, per capire da dove arriva e come può cambiare.
Ti porta nel crotin, dove tengono poche bottiglie delle vecchie annate. Sono su una mensola, in alto. E ti fa scegliere una bottiglia.
Vado a prendere una scala e salgo: sarà la fortuna, sarà il mio strabismo e l’occhio mi cade subito su questo Fumin 2000.
Il loro primo anno di produzione.
Chiedo il permesso di prendere quella bottiglia e Fernanda mi dice semplicemente “bien“.
Scendo da quella malferma scala, emozionato, la bottiglia impolverata. E prima di andare via si scopre che non te la fa neppure pagare. E’ un regalo.
E che regalo!!!
Il colore è ancora integro e compatto, ancora molto carico. Al naso è subito molto selvatico, chiuso, ematico, quasi ferroso. Ma poi si dispiega nella sua complessità e nella sua piacevolezza. E in bocca è un piccolo miracolo: tannino ancora vibrante e per certi versi duretto che solo il tempo e l’ossigenzazione aiutano a smorzare leggermente, senza mai perdere la sua potenza. Verticale, in tutto e per tutto, ha qualche morbidezza, ma nulla a che vedere con la piacioneria. No, non appartiene di certo a questo vino.
Questo vino, al contrario, rappresenta molto bene quella terra, quei luoghi. E anche quelle persone, perchè è familiare, avvolgente ma non piacione. Come Fernanda e Omar.
Gran bel regalo, gran bella bottiglia.

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