Valle d’Aosta Doc Pinot Noir 1989 – Grosjean

Disclaimer: bottiglia omaggiata dal produttore, Vincent Grosjean

Vincent è un uomo poco più alto di me, ben piazzato con due mani grandi e callose che ti fanno ricordare che la terra è bassa….
Due mani che sembrano due badili, di quelle che se ti tirano uno schiaffo ti fanno girare per tre giorni.
Vincent è colui che, quando lo andai a trovare per la prima volta in azienda, mi fece aspettare mezz’ora perchè aveva da fare. E mi accolse con diffidenza.
Vincent ora una persona che mi stringe la mano con forza, mi dà una pacca sulle spalle e mi sorride, con gli occhi e con la bocca. Mantiene sempre un po’ quel profilo “basso”… ma comunque è molto più gioviale e cordiale. Probabilmente ha compreso che il mio amore per la Valle e i suoi vini è autentico, senza alcun secondo fine.
A tal punto da farmi assaggiare questo vino, preso dalla sua riserva personale.
Pinot Noir 1989.
22 anni.
Nel 1989 avevo 16 anni, non bevevo, non fumavo e avevo appena iniziato ad interessarmi alle donne (mamma mia quanto tempo ho perso su almeno due aspetti :-))
Bene, questo vino è come Vincent.
E’ un suo vino.
Integro, compatto, tutto d’un pezzo.
Ma ricco di sfaccettature.
I profumi del bosco dopo una pioggia primaverile, profumo che riempiva l’aria una volta che lo andai a trovare.
La terra bagnata dei boschi che fanno da corona ad Ollignan, la frazione dove si trova la Maison Grosjean.
Ma c’è anche il ricordo dell’erba appena tagliata nei prati che circondano i suoi vigneti.
Ricordi di spezie, erbe di montagna.
Verticalità, in tutti i sensi.
All’inizio, appunto come Vincent, è ruvido, scontroso, calloso.
Devi saperlo aspettare. E poi ti regala una bevuta memorabile, solo però quando lo decide lui.
Ed ha potenzialità di durare, durare e durare.
Inossidabile e tutto d’un pezzo.
Proprio come Vincent Grosjean.
Merci bien, Vincent….

Update 12 agosto 2011: questo post, grazie a Nan, è consultabile anche in lingua inglese qui

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