Giovani Vignerons – Nadir Cuneaz

Discalimer. Bottiglia acquistata direttamente dal produttore: 8 euro.

Nadir.
Che nome particolare. Sicuramente non me lo aspetterei da un giovane valdostano doc. Ma dietro c’è tutta una storia, legata ai genitori di questo giovane vigneron.
All’inizio quasi timido, poco propenso al raccontarsi.
Poi, poco alla volta, si lascia andare. Piccolo produttore, 2000 bottiglie, a Gressan, alle porte di Aosta. Buona parte dei suoi vigneti erano del padre, e prima ancora del nonno. Ancien cepage, come si suol dire.
5 vini.
Petit Rouge, appassimento in cassetta che si ritrova nel bicchiere, accompagnato da una discreta acidità, il giovanissimo Pinot Noir, tanto leggero al naso quanto strutturato e potente in bocca, il Passito di Muscat e Muller, pochissimi zuccheri residui dando così modo all’acidità di farsi strada e il Pinot Gris, frutto di vecchie vigne che pur avendo buona acidità è quello che meno mi ha convinto.
E poi c’è lui, il Magdala (2010), vin de table, uvaggio di Petit Rouge, Fumin e altri vitigni, anche questi molto vecchi: inzialmente giocato sulla rusticità, leggermente riottoso, tannino ruvido. Giovin scavezzacollo mi verrebbe da dire, con un’etichetta che è un omaggio al gigante Gargantua, personaggio che appartiene alla tradizione di Gressan.
Ma poi Nadir tira fuori da sotto il banco l’asso di cuori: il Magdala 2007, etichetta che riporta uno splendido dipinto quattrocentesco contenuto nella chiesa di Sainte-Marie-Magdelaine. Inzialmente molto chiuso, si apre poco alla volta. Intensità, complessità e profondità, accompagnato da acidità e tannino ancora molto vivace. Mantiene ancora un po’ quella vena “rustica”, seppur molto più ammorbidita. Da tenere lì, da dimenticare in cantina senza alcun problema. Ma già ora piacevolissimo e interessante.

Come con altri produttori, mi sono divertito a chiedere a Nadir cosa voglia dire per lui biologico…
Ecco le sue parole.
Buon ascolto.
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