Barbaresco Docg Montestefano 2004 – La Ca Nova

Disclaimer: bottiglia donata (meglio, scambiata) con un conoscente

Accompagnare a calcio il proprio figlio ha alcuni vantaggi: ore passate all’aria aperta, vedere sport fatto in maniera sana e giocosa e trovare altri papà con cui chiaccherare in maniera leggera. E con uno di questi condividere la passione per il mondo del vino e fare scambi di bottiglie. Ecco da dove arriva questa bottiglia.
Assaggio avvenuto in più fasi, sia perchè non è così sano scolarsi una bottiglia in un colpo solo, sia per capire meglio il contenuto. E le impressioni, ovviamente, si modificano con il passare delle ore (ovvio, preservando al meglio il contenuto e non lasciandolo in balia degli agenti “atmosferici”).
Fase1: apertura bottiglia un paio d’ore prima e primo assaggio. Un po’ chiuso al naso, ma ci può stare: avrebbe dovuto ossigenare meglio. Comunque note di legno, frutto e qualche terziario speziato, ricordi quasi “mentolati”. Colore che lascia leggermente sorpresi, vista la concentrazione e la pienezza. Me lo sarei aspettato un po’ più scarico. Si assaggia e ci si trova di fronte ad un vino leggermente scomposto, con un tannino vigoroso e una buona acidità. Viene da pensare che sia un vino giovane. Ha una bella beva e dimostra piacevolezza, con una discreta durata.
Fase2: 12 ore dopo. Il passaggio sotto la proboscide non convince per nulla: ritorna il legno, ma con note leggermente sporche, quasi di muffa. E un ricordo amarognolo, quasi di rabarbaro. In bocca continua a farla da padrone il tannino molto duro. Perde però in persistenza e crolla dopo poco. Perplessità.
Fase3: 36 ore dopo l’apertura. I sentori di muffa e amarognoli sono svaniti. Resta chiaro il ricordo di legno e ritorna il frutto e delle note “mentolate”. In bocca è diventato meno potente, il tannino c’è sempre ma meno vigoroso. Resta purtroppo il fatto che anche qui “crolla” abbastanza rapidamente. In fase calante
Insomma, chiaroscuri di una bottiglia che subito mi era piaciuta ma con il passare delle ore ma suscitato qualche domanda. Non posso parlare di un assaggio insoddisfacente, per nulla. Però neppure di un assaggio del tutto convincente. Rivedibile, insomma.

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