Appelation Beaujoulais Nouveau Controlée 2011 – Quinson

Disclaimer: bottiglia acquista suugli scaffali della GDO. 4,63 euro

Effettivamente, leggendo qui e là per il web, quest’anno il fenomeno Novello è stato colto da un impressionante silenzio. Fino ad un paio di anni fa era un tripudio di bottiglie di Novello, acconti come i vini beverini e salvifici, dal punto di vista di alcuni produttori, per attirare un pubblico ampio e numeroso.
2011: silenzio tombale, anche gli scaffali della GDO, un tempo invasi, ora latitano. E trovi 4-5 etichette italiche ed un paio di francesi.
E scatta la mano: afferra furtivamente la bottiglia, guardandosi intorno che non ci siano occhi indiscreti e la poggia nel carrelo.
Diciamolo: non mi è piaciuta questa bottiglia.
O meglio: mi è piaciuta, per alcuni versi.
Contraddittorio?
Facciamo questo paragone: ci sono sere in cui puoi filosofeggiare sui massimi sistemi, parlare di religione, politica, della cosità della cosa (ovvero la minchiosità della minchia) e ci sono sere in cui parli di calcio, motori e gossip (senza farsi mancare donne/uomini).
Non si può sempre essere tarati su un unico argomento: che palle sarebbe, no?
Bene, questa era una sera da calcio e da gossip. E per tornare sul vino ci sta una bottiglia piaciona, fruttona, beverona, acidona, tutta “ona” senza tante pretese.
Certo, in senso assoluto non è una bevuta che mi entusiasma o mi fa scapottare. Per nulla.
Certo, non ricomprerò la bottiglia.
Certo, continuerò a pensare al Novello o a questi Beaujolais come “insegne luminose che attirano gli allocchi” [cit.].
Però, una tantum, ci può anche stare. E se non ti fai troppe domande, anche una bottiglia “ona” può avere un suo piacevole perchè.
Purchè non diventi un’insana abitudine.

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