Batard Montrachet Gran Cru 2002 – Domaine Marc Morey & Fils

Disclaimer: bottiglia degustata ad una cena con amici

Partiamo da un presupposto: si apprezza sempre in base a quelli che sono i nostri parametri e le nostre esperienze. E quindi non posso far altro che dire “ad avercene” di bottiglie del genere.
Certo, nonostante questo incipit, non posso però esimermi dal dire che la mia impressione è che questa bevuta è giunta forse poco prima di un decadimento repentino. Insomma, un eccellente vino che mi ha dato l’impressione di essere arrivato a fine corsa. O poco ci manca. Ma questo pensiero non toglie nulla alla bellezza e all’interesse suscitato da questa bevuta.
Uno chardonnay che non ti aspetti. Complessità notevolissima, talmente elevata che ti spiazza e che si rivela un po’ ardua da comprendere e da accettare. Un profilo opulento, grasso, possente. Profumi che vanno da un affumicato iniziale per passare al tartufo, stranissimo e sorprendente. Poi con il passare dei minuti un ricordo che lo avvicina, assurdità per uno chardonnay, quasi ad un passito, con spezie come il curry, frutta candita. Solo alla fine viene fuori un sentore di cedro, anche in questo caso leggermente candito, e un profilo simil-erbaceo che ricorda il fieno.
No, mentre indugi con il naso su quel bicchiere, ti chiedi come sia possibile, se quella bottiglia è integra. Però nulla ti fa pensare a difetti. Resti affascinato.
E il fascino ti coglie ancor di più quando senti la sua verticalità minerale, la sua vera natura esce allo scoperto. Magari inizialmente silente, ma poi sempre più precisa e spiccata.
Bevuta imperfetta.
Bevuta emozionale.

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