Equilibri instabili

Disclaimer: riflessioni personali prive di significato

Cosa già dette.
Banali, magari.
Ogni giorno ti alzi, fai quello che devi. Talvolta provi anche a fare più di quanto dovresti.
Senso del dovere, qualcuno lo chiama. Altri, responsabilità.
Come un qualunque Caronte remi, sei il nocchiero di quella strana cosa chiamata vita.
Provi sempre a tenere la testa alta, petto in fuori e pancia in dentro (sempre che non cresca troppo). Sull’attenti, sbatti i tacchi ogni qual volta la situazione lo richiede.
Provi anche a sorridere di fronte alle sfighe, alle fatiche, alle incertezze.
Un sorriso che dovrebbe venire dal cuore, non un vuoto sorriso di facciata.
Eppure…
Equilibri instabili.
Eppure basta che alla fine ci siano cose che non sono in tuo possesso, che non dipendono completamente da te.
E il sorriso che dovrebbe venire dal cuore si trasforma in un ghigno sardonico e quasi malefico.
E hai la sensazione che non hai più voglia di essere il piccolo Atlante della tua piccola e insignificante situazione. Che c’è sempre quella domanda, il grande punto interrogativo.
E allora guardi il buio.
Equilibri instabili.
Ma alla fine prendi corde, picchetti e ramponi e riprendi la salita.
Fino alla prossima volta in cui metterai in discussione i tuoi presunti equilibri.

Montagne russe di questo strano fenomeno chiamato vita.

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